domenica 27 maggio 2012
Pontinia, Trasco domani consiglio comunale
Pontinia, si cercano soluzioni per la partecipata
Dipendenti Trasco,
il caso in Consiglio
G I OV E D I ’ 24 si sarebbe
dovuto svolgere un consiglio
comunale con un solo
punto all’ordine del
giorno: approvazione del
r e n d ic o n t o
fi na nzi ar io
del 2011.
Un appuntamento
rim
a n d a t o
i mp r ovv isamente,
la
nota ufficiale
è dat
a t a 2 3
maggio (il
giorno prec
e d e n t e )
per essere
spostato alla
serata di
lunedì 28
con l’inte -
grazioni di
altri punti
a ll ’o rd in e
del giorno
in cui spiccano
le vicende
legate
alla Trasco. Dopo l’at -
tacco di Giuseppe Mochi,
la presa di posizione dei
sindacati e il punto di
vista del rappresentante
della Trasco, Sebastiano
Gobbo, nella serata di lunedì
l’argomento società
partecipata entrerà
nell’agenda politica del
consiglio comunale. Sono
due i punti all’ordine del
giorno dedicati alla Trasco:
l’uscita del Comune
di Norma dalla partecipata
e la riorganizzazione
della stessa società. Argomenti,
questi, già toccati
marginalmente durante
l’ultimo consiglio di inizio
maggio ma non appr
of ond it i.
Infatti, in
quel caso, i
due punti
al l’or di ne
del giorno
furono ritirati
di gran
f r e t t a .
Adesso c’è
stato anche
i l r i nvio
d e l l ’ a pp
u n t a m e nto
di giovedì
24. Tutto
ciò testimonia
il
nervosismo
di una sit
u a z i o n e
s c o m o d a
per la Trasco
e per
l’am mi nis
t r a z i o n e
comunale che non ha il
pieno potere decisione
sulla riorganizzazione
della società partecipata
ma che resta in attesa degli
sviluppi presenti a livello
nazionale.
R.A.C. http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcd/pag31sabaudia.pdf
Ogni anno ventimila tonnellate transitano su camion attraverso la provincia
Quel traffico di fanghi
Trasportare i residui di depurazione costa quasi 3 milioni di euro
E’ un traffico strano, silenzioso,
inosservato, molto costoso,
irrisolto. E’ il traffico
dei fanghi dei sessanta depuratori
della provincia di Latina
che ogni giorno, stoccati
sui camion, attraversano in
lungo e in largo il territorio
per raggiungere gli impianti
di trattamento in Puglia e
nelle Marche. Questo «giochetto
» costa un fiume di
denaro: tre milioni di euro
l’anno per trasferire ventimila
tonnellate al costo variabile
tra i 140 e i 180 euro
a tonnellata e di questi 80
euro vengono assorbiti per il
solo trasporto, che oltre ad
inquinare ha dunque un
prezzo che incide pesantemente
sul resto. Chi paga
tutto questo? In parte i cittadini
attraverso la quota di
depurazione che sta nelle
bollette del servizio idrico;
in parte la Provincia. La storia
era in parte emersa nel
corso della presentazione
dell’ultimo bilancio di Acqualatina
spa ma è «deflagrata
» durante l’audizione
recente del presidente della
Provincia, Cusani, in Commissione
Ambiente e Territorio
del Senato. Per costruire
un impianto di trattamento
dei fanghi serve un
investimento più o meno
equivalente al costo di un
paio di anni di trasporto fuori
regione ma una scelta del
genere dovrebbe impegnare
anche la Regione oltre agli
enti locali. C’è dell’altro: la
provincia di Latina ha aumentato
il numero dei depuratori
funzionanti ma anche
la rete attuale non è sufficiente
a coprire tutto il territorio
e la realizzazione di
altre strutture può incidere
sul futuro della balneabilità
di lunghi tratti di costa. Cioè:
più depuratori si costruiscono
per migliorare la qualità
del nostro mare, più crescono
le tonnellate di fanghi
residui e con esse il costo del
trasporto e dello smaltimento
in un gioco perverso che
da un lato aiuta l’ambiente e
dall’altro lo danneggia; un
sistema che in qualche modo
fa risparmiare ma in fondo
produce uno spreco che non
è neppure prevedibile fino in
fondo. Tecnicamente quello
che serve a fermare le centinaia
di camion che trasportano
i fanghi è un impianto di
trattamento della cosiddetta
«frazione organica», che al
momento non è previsto. Ed
è peraltro tra i motivi alla
base del contenzioso in essere
tra la Provincia e la Regione
a proposito del piano rifiuti
per il Lazio. Nel quale il
«caso fanghi» è un dettaglio
minimale che, peraltro, si
porta dietro un groviglio di
interessi legati all’indo tto,
ossia lo stoccaggio, il trasporto
e infine il trattamento.
Realizzare un impianto a
Latina equivale a sottrarre
contratti al sistema attuale
dello smaltimento. Ed è probabilmente
uno dei motivi
per cui tutto resta immutato.
Graziella Di Mambro http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcd/pag04latina.pdf
L’assessore e le polemiche politiche
Stefanelli: anche io
contesto le scelte
«NESSUNA divergenza con il Presidente Cusani rispetto al Piano
rifiuti regionale». Così l’assessore provinciale all’ambiente prova a
smentire le voci che lo davano per esautorato dal suo ruolo in giunta
dopo che non era stato presente alla conferenza stampa sul ricorso
contro il piano regionale dei rifiuti.
«È evidente - dice Stefanelli - che il Piano non fornisce risposte
risolutive per la questione dei rifiuti e soprattutto è gravemente carente
in ordine alla definizione delle regole di funzionamento degli Ato. Non
ho potuto prendere parte alla conferenza stampa del Presidente Cusani
per impegni personali inderogabili, ma già martedì prossimo sarò in
Commissione a confrontarmi attivamente in merito al ricorso presentato
dalla Provincia. Le mancate scelte in tema di rifiuti negli ultimi 15
anni sono da imputare ad una politica che troppo spesso si sottrae dal
prendere decisioni strutturali determinanti e di reale impatto rispetto
alle esigenze dei territori. Basta guardare alle ultime polemiche di
Alemanno su Corcolle e le dimissioni di Pecoraro dall’incarico di
commissario per l’emergenza rifiuti. In relazione alle indiscrezioni
giornalistiche circa la mia posizione all’interno dell’amministrazione
provinciale mi sento di dire che sono tranquillo ed estremamente
sereno, anche perché tutti sanno che il mio mandato è sempre stato e
sarà a totale disposizione del Presidente Cusani e dell’Udc».
«Gli errori di Cusani»
Piano regionale, il Pd smonta il ricorso al Tar
COME era nelle sue prerogative,
il presidente della Provincia ha
impugnato (da solo) il piano regionale
dei rifiuti. Poteva fare un
passaggio preliminare in Consiglio
e cercare anche il sostegno
dell’opposizione, politicamente
avversa all’esecutivo regionale
quindi abbordabile. Invece non lo
ha fatto. E adesso è arrivata, inevitabile,
la stoccata del Pd che in
una lunga nota del consigliere
provinciale Mauro Visari, scardina
non tanto il ricorso quanto il
contesto nel quale è maturata la
scelta del presidente dell’ente.
«La Provincia sul tema dei rifiuti
continua a sbagliare. - scrive
Visari - Si continua a litigare con
gli altri enti coinvolti, si continua
ad ipotizzare la costruzione di un
termovalorizzatore che non serve,
si continuano a fare dichiarazioni
di intenti, ma le decisioni
non si prendono. Le ultime dichiarazioni
di Cusani lasciano
perplessi, poiché, a mio avviso
rivelano la totale distanza che il
Presidente ha dal problema rifiuti
così come è vissuto dai cittadini.
Su gran parte del territorio provinciale
la raccolta differenziata
viene fatta poco e male, il servizio
costa troppo e l’impatto ambientale
è significativo. A Latina, grazie
alla Latina Ambiente, si sommano
altre questioni, come un
servizio di raccolta inefficiente
che sporca la città in modo indecente
».
Anche Visari come molti altri
osservatori e amministratori pur
dello stesso partito di Cusani, sottolinea
come da un ente importante
qual è quello di via Costa ci
si aspetti «coordinamento e non
litigiosità; la capacità di studiare
il fenomeno così come si dipana
sulla nostra provincia e saper proporre
soluzioni nuove; investimenti
per finanziare la costruzione
sul territorio di tutti gli impianti
intermedi che servono».
Sullo sfondo della discussione
sempre lo stesso problema: le discariche.
«I gestori - ricorda ancora
Visari - più volte e dati alla
mano hanno fatto sapere che la
capacità di ricezione dei rifiuti è
piuttosto limitata. Stando a quanto
affermato le discariche sarebbero
esaurite entro meno di 3
anni. Su questo la Provincia non
dice nulla. Vorremmo sapere se
per Latina c’è davvero
un rischio ‘Napoli’ o si
tratta di allarmismo fatto
ad arte dalle società per
ottenere vantaggi attraverso
una gestione emergenziale
della raccolta. Le
percentuali di raccolta differenziata
sono ancora
troppo basse. I piccoli Comuni
riescono a garantire
un buon livello, mentre i
centri più grandi appaiono in
difficoltà. Il problema è che
nessuna soluzione sarà praticabile
senza che si realizzi una
riduzione consistente del conferimento
in discarica. Molti
osservatori negli anni hanno segnalato
le infiltrazioni del crimine
organizzato nel sistema rifiuti
su questo territorio. Ciò che mi ha
sempre stupito è stata la totale
indifferenza della Provincia che
non ha mai ritenuto di dover promuovere
iniziative tese a rendere
questo business e l’e c o no m i a
pontina meno
permeabili
alle infil
t r az i o ni ,
n e m m e n o
quando sono
sopravvenute
inchieste e
i n d a g i n i .
Credo che ci
sia davvero materia a sufficienza
per un consiglio provinciale
straordinario sui rifiuti e quella
sarà la sede opportuna per confrontarsi
su tutto e magari decidere
insieme cosa fare. Al di là dei
proclami».
L’affidamento per gli indifferenziati è bloccato. Le richieste
Raccolta, bandi in ritardo
DOPO l’approvazione del Pef
2012, il piano economico finanziario
del servizio
rifiuti, le procedure
di assegnazione
degli
appalti per la
raccolta degli
« in d iff e re n zi ati
» fuori dai cassonetti
sono rimaste
bloccate.
Secondo il Pd
consiliare, il servizio
è sospeso e
sta provocando
pesanti effetti sul decoro urbano.
Pronta l’interreogazione del Pd
all’assessore all’ambiente Cirilli.
«Si è deciso di affidare il servizio
alle cooperative sociali - ha
detto Giorgio De Marchis, capogruppo
Pd - costerà oltre 300
mila euro come stabilito nel Pef
2012 approvato dalla maggioranza.
Siamo convinti che i servizi
previsti nel Pef, precedentemente
eseguiti dalla Latina Ambiente,
vadano affidati nel
rispetto delle disposizioni legislative
vigenti, ovvero con un
bando ad evidenza pubblica. Ricordo
che - continua De Marchis
- il conferimento della gestione
di servizi pubblici locali avviene
in favore di imprenditori o di
società in qualunque forma costituite
individuati mediante procedure
competitive ad evidenza
pubblica, nel rispetto dei principi
del Trattato sul funzionamento
dell’Ue e dei principi generali
relativi ai contratti pubblici e, in
particolare, dei principi di economicità,
imparzialità, trasparenza,
adeguata pubblicità, non discriminazione,
parità di trattamento,
mutuo riconoscimento e proporzionalità,
proprio nel rispetto di
questa impostazione sarebbe opportuno
che Latina Ambiente
procedesse alla definizione del
bando nel minor tempo possibile
». Il Pd inolterà nei prossimi
giorni una richiesta di parere all'Autorità
Garante per la Concorrenza
ed il Mercato in merito
all'affidamento dei servizi di
igiene urbana previsti nel Pef.
http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcd/pag05latina.pdf
discarica Borgo Montello minacce al pm che indaga
Latina, minacce al pm che indaga sulla discarica di Borgo Montello
Recapitata al magistrato Giuseppe Miliano una lettera con una pallottola. Proprio la settimana prossima inizierà davanti al Gup l'udienza per diversi reati connessi alla discarica, cui sono legati molti misteri della camorra e un lungo traffico di rifiuti pericolosi
di Andrea Palladino | 27 maggio 2012
“Una pallottola costa solo 50 centesimi”. Una minaccia chiara, diretta e preoccupante quella ricevuta nei giorni scorsi dal Pm di Latina Giuseppe Miliano, magistrato che da diversi anni segue i reati ambientali nel sud pontino. Nel suo archivio ha moltissime indagini delicate, soprattutto sul sistema di gestione dei rifiuti nella zona compresa tra il fiume Astura e il Garigliano, fino alle porte con la provincia di Caserta. Sua è la firma sulla richiesta – poi accolta – di custodia cautelare per Romolo Del Balzo, ex presidente della commissione lavori pubblici della Regione Lazio, coinvolto in una gestione più che sospetta dei servizi ambientali a Minturno, che ha portato in carcere un importante imprenditore del settore. E sua è l’inchiesta sulla Terracina Ambiente, il gestore della monnezza che vede tra i soci il gruppo Colucci, principale azienda attiva nella raccolta e gestione dei rifiuti in provincia di Latina.
Il fascicolo più delicato riguarda, però, la collina di veleni e misteri al confine con il comune di Nettuno, Borgo Montello. Una discarica nata negli anni ’70 come una semplice buca dove finivano i sacchetti di immondizia di Latina, divenuta oggi il secondo invaso della regione Lazio, diviso a metà tra la Ind.eco (Gruppo Grossi di Milano) e la Ecoambiente (azienda mista con all’interno il comune di Latina, la Unendo di Colucci e il gruppo dell’avvocato Manlio Cerroni). Martedì prossimo inizierà davanti al Gup l’udienza per decidere il rinvio a giudizio di diversi manager e direttori di Ecoambiente, indagati dal pm Giuseppe Miliano per avvelenamento delle falde acquifere. Un processo chiave, che dovrà ricostruire una parte della storia di questo piccolo borgo di 3000 abitanti, dove nel 1995 don Cesare Boschin, il parroco in prima fila nella lotta contro la discarica, venne trovato incaprettato nella sua canonica. Fu un omicidio rimasto senza colpevoli e senza una verità, che ancora oggi rappresenta un vero mistero. Solo due mesi fa un giornalista di una testata locale, La Provincia, aveva chiesto di poter consultare il fascicolo chiuso in archivio tra i casi irrisolti e senza neanche un sospettato. Nulla da fare, il procuratore di Latina Andrea De Gasperis - noto per aver condotto le prime indagini sulla morte di Ilaria Alpi – ha negato l’accesso.
E’ una procura di frontiera quella dove lavora il Pm Giuseppe Miliano. Mentre apriva la lettera con le minacce, a Borgo Montello le ruspe iniziavano a scavare il vecchio sito S0, alla ricerca dei fusti tossici. Un collaboratore di giustizia dei casalesi - Carmine Schiavone - fin dal 1996 aveva raccontato che quella discarica, negli anni ’80, era zona loro. Decine di “soldati” pagati all’epoca 3 milioni di lire presidiavano il territorio, dal Garigliano fino alle porte di Roma. Nomi mai usciti fuori, indagini condotte con grandi difficoltà dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma che hanno portato alla scoperta di quel cartello attivo nella città di Fondi guidato dai fratelli Tripodo, recentemente condannati come esponenti della ‘ndrangheta in provincia di Latina. Gruppi criminali cresciuti negli ultimi trent’anni grazie ad un’alleanza – confermata da diverse sentenze – stretta con i casalesi.
Tra gli affari più redditizi – ricordava Schiavone – c’erano i rifiuti e quella collina di Borgo Montello, dove alcuni esponenti incensurati e insospettabili della famiglia Schiavone di Casal di Principe acquistarono delle terre, vendute recentemente al gruppo Ind.eco, pronto a sfruttarle per ampliare gli impianti di trattamento dei rifiuti. Mentre la discarica cresceva i viaggi dei camion sospetti continuavano. Gli abitanti ancora oggi ricordano la meticolosità di don Cesare Boschin nell’annotare quello che accadeva. Ogni domenica andava a visitare le famiglie dei coloni veneti che contornano la discarica, vendendo le copie di Famiglia cristiana. E ascoltava. Le donne gli raccontavano con preoccupazione di viaggi realizzati dai figli verso la Toscana e l’Emilia Romagna, alla guida di camion che tornavano carichi di bidoni. I cacciatori ancora oggi hanno davanti agli occhi le montagne di rifiuti farmaceutici che incontravano attorno all’invaso ufficiale dove finiva la monnezza della provincia di Latina. Racconti che sono stati puntualmente riscontrati dalle analisi che il Pm Giuseppe Miliano e l’Arpa Lazio hanno realizzato negli ultimi due anni nella zona di Borgo Montello, scoprendo quei veleni di origine industriale che hanno contaminato le falde acquifere.
Sulle minacce al magistrato di Latina c’è il massimo riserbo. Nessun commento è trapelato dalla Procura, nessuna pista sembra per ora prevalere. Ma un segnale inquietante ed importante per quella terra di ‘ndrangheta e camorra chiamata provincia di Latina, alle porte della capitale.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/27/latina-minacce-miliano-responsabile-dellinchiesta-borgo-montello/242979/
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Pontinia contro l'ignoranza a la speculazione promuoviamo i Gricilli luogo del cuore
La questione della discarica di Corcolle nelle vicinanze di Villa Adriana è l'esempio che quando cultura, informazione, storia vengono difese e valorizzate i progetti frutto solo della speculazione (in certi casi anche il malaffare) che vogliono distruggere storia e cultura, economia, posti di lavoro, salute e ambiente vengono respinti. Ma è un esempio che dovrebbe insegnare qualcosa alla bistrattata provincia di Latina e a Pontinia. Dagli anni '80 propongo iniziative, progetti, finanziamenti per coniugare posti di lavoro (20 fissi + 20 stagionali) con la tutela, valorizzazione, salvaguardia del patrimonio unico rappresentato dai Laghi del Vescovo, Gricilli, sorgente Fontana di Muro, la vasca di espansione, l'Ufente. Per questo ripropongo ad ogni edizione dei Luoghi del Cuore del Fai questo sito http://www.iluoghidelcuore.it/laghi-dei-gricilli-o-del-vescovo. L'ignoranza degli amministratori, la loro scarsa attenzione dimostrata nel passato viene leggermente attenuata dall'adesione al progetto e al finanziamento della via dei Laghi. Ma è ancora poco. Basta chiedere ai cittadini di Pontinia, a quanti conoscono le caratteristiche (o addirittura l'esistenza) di questo sito. Una maggiore conoscenza avrebbe, forse, salvato i poderi (e una parte del paesaggio della bonifica) dalle mire speculative. Invece Pontinia è il comune delle occasioni perse, dei progetti scomparsi, degli annunci dimenticati. Oggi su un quotidiano locale c'è una lucida analisi: http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/120527latina/index.html#/26/ "crisi che paga in particolar modo .. il centrodestra" "anche se pure il centrosinistra ...impiegati come sono ad asserragliarsi sempre di più nel palazzo comunale, circondati da avvocati che cercano anche il più insignificante cavillo... il contatto con la cittadinanza sembra essersi perso irrimediabilmente...". L'unico argomento politico è quello contabile e giudiziario. Dove regna, tanto per cambiare, la solita crassa ignoranza. Altrimenti non si spiegherebbe il dissesto inesistente (secondo la Corte dei Conti nel 2005, il Ministero dell'Interno, 2 sentenze del TAR che entrano nel merito contabile) giustificato dal Consiglio di Stato con ripetuti errori (di metodo o di calcolo) dell'amministrazione di destra che le aveva decretato. Il Consiglio di Stato afferma che se è frutto di ripetuti errori non è annullabile a meno che non ci sia una sentenza che evidenzi il dolo penale. Magari quello su cui indaga la Procura per presente false richieste di rimborso e risarcimento proprio per avvalorare il dissesto. Ma non mi interessa perseguire i colpevoli (o gli incapaci) anche se questo era l'invito esplicito del Consiglio di Stato. Mi interessa la politica del fare, del condividere, del crescere, dell'evoluzione, della modernizzazione. Per questo propongo oltre alla valorizzazione dei Gricilli, l'agricoltura di qualità, legata alla cultura, alla storia alla socializzazione, alla gestione diretta dell'acqua pubblica (che farebbe risparmiare i cittadini, aumentare i posti di lavoro, migliorare il servizio), la differenziata vera (altri posti di lavoro, risparmi per i cittadini, nuove materie prime recuperate, miglioramento ambientale, nuove aziende). Ma a Pontinia sotto i colpi della speculazione non scompaiono solo i poderi, la zona agricola per fare posto alla speculazione di 10 mila mc mascherati da campi da golf, ma anche la Sep (nessuno ne parla più secondo la logica pontiniana), il mega centro commerciale quello dell'investimento di 80 milioni di euro, 350 posti di lavoro. E dove sono finiti gli oltre 10 milioni di euro di investimento nel consorzio industriale nell'area di Mazzocchio? E i fanghi sull'Ufente di cui il parlamento ha chiesto 4 volte notizie inutilmente? E il progetto di riqualificazione dell'ex Hilme? Tutto sparito come le rotatorie di Borgo Pasubio e Casal Traiano? C'è proprio la necessità a Pontinia della politica del fare abbandonando e seppellendo quella delle denunce, delle procure, della corte dei conti che i cittadini interpretano come lotta di potere. Come scrive il Giornalista: "crisi che paga in particolar modo .. il centrodestra" "anche se pure il centrosinistra ...impiegati come sono ad asserragliarsi sempre di più nel palazzo comunale, circondati da avvocati che cercano anche il più insignificante cavillo... il contatto con la cittadinanza sembra essersi perso irrimediabilmente...".
Pontinia: politici e Trasco 8 anni di tensioni e di tempo perso
http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/120527latina/index.html#/26/ Tratto dall'articolo di oggi di Graziano Lanzidei su La Provincia "crisi che paga in particolar modo .. il centrodestra" "anche se pure il centrosinistra ...impiegati come sono ad asserragliarsi sempre di più nel palazzo comunale, circondati da avvocati che cercano anche il più insignificante cavillo... il contatto con la cittadinanza sembra essersi perso irrimediabilmente..."
Questo era il mio comunicato dopo aver letto la determinazione per i ruoli coattivi riportata sotto:
Nuovo atto di questa politica del gioco al massacro. Degli attacchi e ritorsioni personali. A chi giova questo terrorismo, questa cultura della paura? perché dividere e distruggere? Pensavo, penso che la politica sia favorire la convivenza, migliorare la qualità della vita, socializzazione, collaborazione. La ricerca di ciò che ci unisce non di ciò che ci divide. Credevo fosse un obiettivo sentirsi solidali, per qualcuno italiani, laziali, pontini, pontiniani, patrioti, cittadini. Comunque umani. Pontinia ha bisogni di progetti condivisi, per la difesa della famiglia, delle classi sociali più deboli, per la ricerca, costruzione, difesa del posto di lavoro. Perché si continua invece questa guerra? a chi giova? Il dissesto è stato dichiarato inesistente del ministero dell'interno (quando ancora era retto dalla destra, la stessa coalizione espressione di quella incomprensibile e scomparsa prematuramente a Pontinia), giustificato da ripetuti errori (di calcolo o di metodo) dell'amministrazione. Perchè ancora si persevera su questi errori?
Giorgio Libralato
DETERMINAZIONE COMUNE DI PONTINIA
DEL 24-05-2012 N.69
Oggetto: Approvazione ruoli coattivi a seguito di sentenza di condanna Corte dei Conti 402/2011
IL RESPONSABILE DEL SETTORE
CONSIDERATA la sentenza esecutiva della Corte dei Conti Sez. Prima Centr. 402/2011 con la quale diversi ex amministratori dell’Ente sono stati condannati al risarcimento nei confronti dell’Ente stesso per danno erariale con individuazione delle somme dovute nella stessa sentenza e successiva richiesta da parte della Corte dei Conti di individuare un responsabile del procedimento in grado di curare il recupero delle somme dovute;
VISTO che tali soggetti, nonostante le richieste di definizione del recupero, non hanno manifestato alcuna volontà finalizzata al versamento volontario delle somme dovute, legittimando da parte del responsabile del procedimento l’avvio della procedurali riscossione coattiva a mezzo ruolo;
DATO ATTO che per la riscossione coattiva della sentenza sopra indicata è stata elaborata la minuta di ruolo, successivamente inviata all’agente della riscossione mediante la procedura telematica;
RITENUTA necessaria l’approvazione del ruolo relativo alle somme indicate nel seguente elenco:
Prot. RUW/120023004/RUOR9420
Numero ruolo Numero articoli Ammontare Descrizione
2012/003289 1 207.587,00 Risarcimento danno
1 2.611,89 Interessi
1 1.035,28 Spese
Totale parziale 211.234,17
2012/003564 3 276.782,00 Risarcimento danno
3 3.482,50 Interessi
3 1.380,38 Spese
Totale parziale 281.644,88
Totale complessivo 492.879,05
VISTI
· Il DPR 24 giugno 1998 n. 260
· Il DPR 28 gennaio 1988 n. 43
· Il D.Lgs. 15 settembre 1997 n. 446
· Il D.Lgs 18 Agosto 2000 n. 267
DETERMINA
DI APPROVARE e rendere esecutivo per i motivi rappresentati in premessa i ruoli sopra indicati;
La presente determinazione sarà pubblicata all’Albo Pretorio on-line del Comune ed inserita nella raccolta di cui all’Art. 183 comma 9 del D.Lgs 18 Agosto 2000 n.267 e ss.mm.ii..
VISTO PER REGOLARITÀ TECNICA VISTO: PER LA REGOLARITÀ CONTABILE
E COPERTURA FINANZIARIA
Il Responsabile del Settore Il Responsabile del Settore Finanziario
F.to DOTT. LICCI SIMONE F.to DOTT. LICCI SIMONE
sabato 26 maggio 2012
Laghi dei Gricilli Pontinia segnala il luogo del cuore
E' l'unico sito SIC - ZPS del comune di Pontinia
E' inserito nell'elenco della Regione Lazio dei posti da visitare in gita per le scuole medie
E' un posto importante per la flora e la fauna e per le particolari condizioni pre bonifica
E' minacciato dall'ignoranza e dalla scarsa attenzione
Contribuisci a segnalarlo per valorizzarlo http://www.iluoghidelcuore.it/laghi-dei-gricilli-o-del-vescovo
discarica Borgo Montello i cittadini parte civile contro inquinamento falde
Il comitato per l’Acqua pulita ha raccolto centinaia di firme: parte la class action
Un fronte anti inquinamento
Il gruppo chiederà al Gup di essere ammesso come parte civile nel processo
HANNO raccolto centinaia
di firme di adesione al comitato
civico «Acqua pulita» e
adesso sono pronti per
dare il via alla class
action con la quale intendono
rivendicare il
diritto al risarcimento
per i danni ambientali
provocati dall’in qu inamento
delle falde
acquifere che scorrono
sotto il sito di via
Monfalcone che ospita
le discariche dei rifiuti.
Il comitato, sostenuto
dall’ass oc iaz
i o n e I l P a t t o -
Fondazione Colombo,
sarà presente martedì
prossimo 30 maggio
all’udienza preliminare
contro gli
amministratori di una
delle discariche di
borgo Montello, e
chiederà di essere ammesso
come parte civile
nel processo per
l’ipotesi di inquinamento
ambientale.
«Si tratta di un reato
plurioffensivo, che
mette a repentaglio la
salute pubblica, e pertanto
riteniamo che il
Tribunale vorrà concederci
l’ammissione
alla costituzione come parte
civile - spiega Luciano
Proietti, presidente del comitato
Acqua pulita - La
nostra iniziativa vuole essere
un segnale per l’intera
collettività pontina che ha il
diritto di autotutelarsi sul
fronte della salute e contro
la cattiva amministrazione
».
Proietti non fa sconti al
Comune di Latina, che nella
veste di socio di una delle
imprese che gestiscono le
discariche di via Monfalcone,
avrebbe dovuto intervenire
già a suo tempo per
garantire l’incolumità e la
salute dei cittadini, oltre che
salvaguardare una zona di
pregio ambientale come è la
valle dell’Astura.
«Il numero delle sottoscrizioni
e delle adesioni alla
nostra class action testimonia
la voglia di partecipazione
diretta dei cittadini alle
questioni più serie che investono
la comunità - aggiunge
Luciano Proietti - E’ per
questo che auspico che
l’amministrazione municipale
dia un segnale forte,
ponendo una rinnovata attenzione
alle problematiche
legate alla gestione dei rifiuti e all’inquinamento delle
falde acquifere. Potrebbe
farlo ripristinando i giusti
perimetri delle cosiddette
zone rossa e verde, ormai
datati e non più adeguati alla
crescita della discarica, in
modo tale che le famiglie
dei residenti della zona possano
godere delle previste
esenzioni o riduzioni della
tariffa Tia». http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcc/pag05latina.pdf
rifiuti provincia Latina: le contraddizioni di Cusani
«Il ciclo delle acque è un modello nazionale». Ma in negativo
Le contraddizioni
Una serie di citazioni del presidente non reggono, ecco perché
NEL corso della conferenza stampa il
presidente Cusani ha anche fatto una
serie di affermazioni afferenti la politica
e il ciclo delle acque, oltre che i
rifiuti. E di queste, gran parte non
corrisponde ai fatti né alle scelte operate
dalla Provincia medesima negli
ultimi anni. Proviamo a farne un elenco
di sicuro incompleto.
«... il ciclo delle acque e la sua
gestione in provincia di Latina costituiscono
un modello...»
La gestione del servizio idrico della
provincia di Latina ha dato vita ad un
dibattito ampio e asperrimo dal quale
si è dipanato il referendum del 2011
sul ritorno alla gestione pubblica dopo
il «pessimo» esempio privatistico
dell’Ato di Latina.
«... il piano regionale dei rifiuti è
illegittimo anche perché consente di
creare discariche di rifiuti non pericolosi
in aree incluse in Natura 2000,
tipo le zps...»
Contro la istituzione delle zps (zone
a protezione speciale) l’amministra -
zione provinciale di Latina ha presentato
ricorso chiedendone l’abolizione;
invocarle adesso in funzione del ricorso
contro il piano rifiuti è perlomeno
curioso.
«...in questi anni è stato detto che la
Provincia di Latina vuole un termovalorizzatore,
chi lo ha detto e scritto
ha detto una cosa falsa...»
Ancora in queste ore l’amministra -
zione provinciale di Latina, nel proporre
il ricorso, vuole dare esecutività
al suo piano dei rifiuti che prevede,
appunto, un impianto di trattamento di
nuova tecnologia pur in previsione di
una riduzione pari a zero del rifiuto.
Tutte le alternative, ossia la costruzione
degli impianti di trattamento meccanico
biologico sono state bloccate da
ricorsi dell’amministrazione provinciale.
«.... gli impianti di trattamento devono
essere di prossimità, ossia il più
vicino possibile al luogo di produzione
dei rifiuti; lo dice l’Unione Europea
e in questo piano è un parametro
che non viene rispettato...»
Tutti i Comuni del sud pontino (tranne
Formia) sono inseriti dal piano regionale
nell’ambito che conferisce i
rifiuti nell’impianto esistente di San
Vittore del Lazio (Frosinone) che dista
dall’area del sud pontino tra i 20 e i 25
chilometri (la discarica di Montello ne
dista 90 ed è quella l’area di un possibile
altro impianto, pur più moderno).
«... In un piano regionale fatto bene,
con un impianto adeguato chi ha
detto che non vogliamo accogliere
anche i rifiuti di Roma o delle altre
Regioni? Potrebbe essere addirittura
un indotto economico...»
E’ questa la prova migliore che (forse)
un altro impianto di valorizzazione
non serve; non ci sarebbero rifiuti a
sufficienza in provincia di Latina per
alimentarlo. E’ esattamente ciò che
succede già a San Vittore del Lazio: il
termovalorizzatore brucia al di sotto
della sua potenza perché non ha materiale
e potrebbe accogliere altri rifiuti,
compresi quelli di Latina.
«... questo ricorso non è un atto
contro la presidente Polverini, so
che domani si dirà : ‘Cusani contro
Po l ve r i n i ’, non è questo; il nostro è
un atto dovuto...»
Il presidente della Provincia di Latina
e il Governatore del Lazio non presenziano
cerimonie comuni da oltre un
anno e nessuna decisione della Regione
viene giudicata positivamente in via
Costa, dai fondi per il sociale, ai piani
turistici, ai vincoli per i parchi. Il ricorso
inerente la gestione dei rifiuti in
effetti è solo un dettaglio.
G. D. M. http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcc/pag03latina.pdf
discarica Corcolle per adesso Villa Adriana è salva, scempio dei beni culturali evitato
IFIUTI, RITIRATA TECNICA
VILLA ADRIANA È SALVA
Il governo rinuncia alla discarica di Corcolle e “licenzia” il prefetto
Giuseppe Pecoraro. Settis: “Ma sui Beni culturali siamo allo sfascio”
La decisione di Monti dopo un mini vertice a Palazzo Chigi.
“Il Paese non capirebbe”. Il premier recepisce le crescenti
proteste di cui è stato portavoce Celentano ieri sul Fatto
Il Fatto quotidiano 26 maggio 2012
Ha vinto la civiltà
di Antonio Padellaro
Davanti alla sciagurata decisione di aprire
una discarica di rifiuti accanto a Villa
Adriana, patrimonio dell’Umanità, c’era -
vamo appellati alla sensibilità civile e istituzionale
di Monti e dei suoi ministri. Non è possibile,
scrivevamo, che personalità europee, illustri
cattedratici e gran commis dello Stato si comportino
come quei politicanti da quattro soldi
che hanno ridotto l’Italia in brandelli.
Infatti, con una decisione che fa onore a questo
governo, Villa Adriana è stata salvata dallo stupro
organizzato a cura delle solite cricche affaristiche
con buoni addentellati nella Pubblica amministrazione.
Una volta tanto è la civiltà che sconfigge
la barbarie.
Ciò non avviene per caso ma per la combinazione
positiva di due fondamentali fattori di dem
o c ra z i a .
Prima di tutto c’è la pressione esercitata da un
giornalismo libero che non ha timore di disturbare
il manovratore. Lo rivendichiamo con orgoglio
noi del Fatto Quotidiano che alle prime notizie
sullo scempio che si stava perpetrando non abbiamo
perso tempo. Le nostre inchieste sulla discarica
di Corcolle che già “p u z z ava ” (e non solo
a causa dell’immondizia), unite alla sollevazione
dei nostri lettori, cui ha dato voce forte e chiara (è
il caso di dirlo) Adriano Celentano, hanno agito
da detonatore.
Si chiama opinione pubblica: quando si fa sentire
e ottiene il giusto la democrazia è più forte. Oggi
possiamo dirlo con orgoglio.
Tuttavia, la pressione della libera stampa non sarebbe
stata sufficiente senza un governo capace
di riflettere e di cambiare strada. Monti e alcuni
ministri hanno probabilmente capito che la scelta
iniziale era condizionata da valutazioni parziali
e orientate non verso il bene collettivo, ma a favore
di interessi privati anche oscuri. Conseguenza
inevitabile, le dimissioni del prefetto di Roma
Pecoraro responsabile del malsano progetto, assieme
al presidente della Regione
Lazio Polverini non nuova a imprese
del genere.
Un cambiamento di rotta che con
il governo precedente, ne siamo
certi, non sarebbe accaduto. Oggi
possiamo dirlo con maggior fiducia:
qualcosa sta cambiando.
Il nuovo commissario tra immondizia e razze equine
Goffredo Sottile, il nuovo
commissario per i rifiuti del Lazio,
con l’immondizia ha già avuto a che
fare, essendo stato commissario delegato per
l’emergenza rifiuti in Calabria. Romano, classe
1940, ha intrapreso la carriera prefettizia nel
1969. Un uomo di lungo corso, che ha prestato
servizio presso le Prefetture di Nuoro,
Frosinone (Capo di Gabinetto) e a Roma,
presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, in
qualità di Capo della Segreteria Tecnica del
sottosegretario delegato ai Servizi di
Informazione, e il ministero dell’Interno, dove, in
ultimo, fino alla nomina a Prefetto, ha svolto le
funzioni di vicecapo di Gabinetto e, per molti
anni, quella di Segretario del Comitato
Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Nel 2007, su proposta dell’allora ministro Paolo
De Castro, fu nominato presidente dell’Unire ,
Unione nazionale per l’incremento delle razze
equine. La sua voglia di trasparenza e pulizia non
gli ha portato molti consensi. Lo scorso anno è
stato anche vicepresidente generale del Club
Alpino italiano.
VILLA ADRIANA È SALVA
Il governo rinuncia alla discarica a Corcolle
Prefetto costretto alle dimissioni da Commissario
di Malcom Pagani
Per somigliare definitivamente
a Gianni Letta, il
sottosegretario Antonio
Catricalà dovrà studiare
a lungo. Il primo vero esame
affaristico-politico dell’e ra
tecnica lo boccia inesorabilmente
e, in un’afosa mattina
romana di inizio estate, trascina
a fondo la fredda logica della
devastazione del patrimonio
artistico. Villa Adriana è
salva. La discarica di Corcolle
non si farà. Il commissario
straordinario Giuseppe Pecoraro
vede il mondo ribaltarsi
in una notte. Da padroncino
dell’emergenza rifiuti a rifiuto
da licenziare in tronco con lo
struggente espediente delle
dimissioni su richiesta, a sole
48 ore dalla fiducia governati va .
SOSTITUITO da Goffredo
Sottile, il grande amico di Luigi
Bisignani ha il profilo sgualcito
di un uomo che perde due
partite in un sol colpo. Aveva
affidato la consulenza sulla cava
nei pressi di Tivoli a un vecchio
amico di famiglia e al suo
consulente. Sognava di diventare
Capo della Polizia. Rimarrà
invece, fino alla prevista sostituzione,
Prefetto di Roma.
Intorno alla sua figura obliqua,
volano stracci e insulti (“ir responsa
bile”) tra Renata Polverini
e Gianni Alemanno. Il sindaco,
convinto teorico della
giravolta in corso d’opera, tira
in ballo la Provincia: “La competenza
per individuare le
aree idonee o non idonee allo
smaltimento di rifiuti è sua” e
Zingaretti, lesto, risponde parlando
di “stop alle discariche”
e guarda lo spettacolo dall’uscio,
come è di moda, a propria
insaputa: “Non è vero.
Non c’entriamo nulla”. Ieri
mattina, facendo slittare il previsto
Cdm di 40 minuti, nello
studio privato del premier a
Palazzo Chigi si è svolto un
prevertice. Cinque personaggi
in cerca d’autore. Facce tirate.
Gelo. Il titolare dell’Ambiente
Clini, reduce dal Brasile,
quello dell’Interno Cancellieri,
Monti, Ornaghi e il sottosegretario
Catricalà, uno degli
sponsor dello scempio. Incredulo.
Teso. Il premier, di
pessimo umore per la sottovalutazione
complessiva dell’intera
vicenda, aveva trascorso il
pomeriggio precedente ad
ascoltare lo sdegno di un altro
presidente, quello onorario
del Fai, l’amica quasi novantenne
Giulia Maria Mozzoni
Crespi. La fondatrice del Fondo
ambiente italiano, una donna
che dopo aver guidato giganti
dell’editoria, si occupa
di tutela dei capolavori dal
1975, avrebbe ricordato a
Monti la sua recente presenza
nel Cda della creatura nata per
impedire orrori e saccheggi e
chiesto “saggezza e dignità”.
Monti l’ha ascoltata. Poi ha fatto
lo stesso con Anna Maria
Cancellieri, combattiva: “Pe -
coraro è stanco, va immediatamente
sostituito” e impegnata
a descrivere i contraccolpi
anche mediatici che
un’accentuata insistenza governativa
avrebbe fatto deflagrare:
“I giornali ci descrivono
per quelli che non siamo. Il
Paese non capirebbe. Dobbiamo
fermarci”. Poi, dopo aver
registrato la contrarietà di Catricalà
al passo indietro: “Mi
adeguo, ma è un manifesto di
debolezza”, è stata la volta di
Clini e Ornaghi. Il primo, laconico,
ha ricordato l’opposizione
formale del suo ministero
.
IL SECONDO, messo di
fronte a un dilemma amletico,
ha scelto, per una volta, di essere.
“Se andiamo avanti, rimetto
oggi stesso il mandato”.
Un’opzione coraggiosa, una di
quelle curve annunciate da
cui fuggire è impossibile. Con
le dimissioni del rettore della
Cattolica sul tavolo e lo spettro
di una minicrisi di governo,
Monti, concentrato per
l’intera assise, si è deciso. Incarico
di commissario straordinario
conferito al Prefetto
Sottile per cercare rapidamente
un nuovo sito che sostituisca
Malagrotta (Quadro Alto,
Riano, è il preferito di Clini ma
in corsa c’è anche il vicino
Pian dell’Olmo) e rapido passaggio
collegiale in Consiglio
dei ministri per esporre la sindone
di Clini e Ornaghi e il
“sacr ificio” di Pecoraro. Nel
pomeriggio, dopo mesi di critiche
aspre, mentre Clini ammetteva
l’addio ufficiale al
progetto: “Direi di sì”, Ornaghi
ha assaporato la revanche.
Il salvataggio di Villa Adriana
gli vale il plauso di mezzo arco
costituzionale, compreso
quello del nemico di ieri, l’archeologo
Carandini, in prima
fila nel pomeriggio con Veltroni
e mezzo Pd al “Teatro dei
Ser vi”. Ornaghi, comprensibilmente
retorico, incassa senza
esagerare. Ma è raggiante:
“Qui non ci sono né vincitori
né vinti. Hanno prevalso ragionevolezza
e buon senso. L’unica trionfatrice è la cultura”.
L’altra faccia della luna è l’ovale
di Renata Polverini. Il governatore
non si aspettava un
finale del genere. Su Corcolle
e sul suo indotto, lavorativo ed
elettorale, aveva puntato moltissimo
un rilevante segmento
di centrodestra laziale. Polverini
non si dà pace e prima difende
Pecoraro: “Ha subìto
un’aggressione assolutamente
ver gognosa” poi rende, anche
plasticamente, la decomposizione
in corso nel fu Pdl.
IL BERSAGLIO è l’antico
sodale Gianni Alemanno, prima
favorevole e poi contrario
alla discarica: “Rimettiamo al
Sindaco e al consiglio comunale
le loro competenze”. Tradotto:
trovino rapidamente il
sito perché – si rivela Renata –
minacciando: “Non sono disponibile
a firmare la proroga
di Malagrotta e soprattutto” le
sfugge in un lampo rivelatorio:
“Non sono disposta ad andare
verso una soluzione che mantenga
un monopolio privato in
questa città”. Allora, a guardare
oltre capitelli, profili, colonne
e appelli, si trattava di questo.
La discarica era un affare.
Corcolle un nome privo di
senso. Bisognava indebolire
Manlio Cerroni, il paperone
dell’immondizia dal cuore cattocomunista.
Togliergli un potere
incalcolabile. Ridistribuire,
non solo geograficamente,
il prodotto di un’equazione.
Di un paradosso della modernità
precipitato in duemila anni
di storia. Ciò che mangiamo.
Chi fa sparire i resti. Quanto
costa il disturbo. Sopra Roma
volano i gabbiani. Fino a
ieri vigilavano gli avvoltoi.
SCEMPIO EVITATO
“Ma sui Beni culturali siamo allo sbando”
“Ora paghiamo
i tagli voluti
da Berlusconi
Il ministro
Ornaghi si è
fatto notare per
la sua assenza”
Alessandro Ferrucci
P rofessore Salvatore Settis,
ci spiega l’impor tanza
di Villa Adriana?
È uno dei siti archeologici
più importanti al mondo: la
Villa privata di un Imperatore
molto particolare.
Da che punto di vista?
Adriano era un architetto, un
uomo colto, amante della
cultura greca. Le fonti ci rivelano
che lui stesso progettava.
E la Villa era una residenza
arredata in modo
straordinario: le sue statue e i
suoi mosaici sono nei grandi
musei del mondo, da quando
si è iniziato a scavare nel
’600. Poi c’era un’i n t e gra z i one
straordinaria con il paesaggio,
che negli ultimi anni
è andata progressivamente
persa a causa dell’incuria e
dei pochi fondi. Oltre al calo
dei visitatori nonostante il
bollino Unesco.
Magari questa storia ha
portato nuova notorietà
alla Villa...
Sarebbe bello, ma lo Stato deve
tornare a curarla come
merita, stiamo pagando il taglio
ai Beni culturali voluto
da Berlusconi nel 2008.
Oltre un miliardo...
Di più: ci avviciniamo al miliardo
e mezzo di euro. E ora
si iniziano a vedere gli effetti
di una politica del genere.
Perché solo adesso?
Semplice: progressivamente
stanno terminando i fondi
già programmati e stanziati.
L’incuria di Villa Adriana è il
corrispettivo esatto dei crolli
di Pompei o della Domus Aurea
a Roma. Ma in Italia abbiamo
anche altre situazioni
p re o c c u p a n t i .
Come la Cappella degli
Scrovegni a Padova.
Un caso clamoroso! Lì gli affreschi
di Giotto, incunabolo
di tutta la pittura occidentale
europea, sono in pericolo. A
pochissima distanza hanno
iniziato a scavare le fondamenta
per realizzare due torri
enormi, quando in tutta la
zona incide una falda acquifera
che già penetra nei sotterranei
della Cappella.
Il ministro Ornaghi è inter
venuto?
Totalmente assente. C’è
qualche timida iniziativa della
Soprintendenza locale,
niente più.
Possibile?
Purtroppo è così. In compenso
il sindaco di Firenze,
Renzi, ha dichiarato che Ornaghi
andrà a Palazzo Vecchio
per visitare quei buchi
orribili sugli affreschi di Vasari.
Vogliono cercare un
Leonardo che non c’è.
A questo punto le chiedo
un giudizio generale sul
tecnico Ornaghi.
Premesso: non è un tecnico
dei Beni culturali e questo lui
lo sa benissimo. Per fortuna
nel caso di Corcolle si è fatto
sentire, aiutato dall’inter vento
del ministro Clini. Spero
vivamente che l’episodio segni
una svolta nel suo impegno
al Mibac. Per adesso
sembra aver avuto pochissima
voglia di fare il ministro.
Però ha trovato il tempo
per commissariare il Maxxi
a Roma.
Lasciamo perdere. Pensi: in
quel caso ha defenestrato
uno dei migliori funzionari
italiani, Pio Baldi, in un altro
ha legittimato Marino Massimo
De Caro, mercante di libri,
sospettato di furti, a dirigere
la biblioteca Girolamini.
Lei prima ha nominato
Clini. Il ministro dell’A mbiente,
assieme a Ornaghi,
si è occupato di “i nchini”
dopo la tragedia
della Concordia. A Venezia
le navi da crociera entrano
ancora.
Il governo dopo essersi stracciato
le vesti per il disastro
del Giglio, ha trovato una soluzione:
le grandi navi non si
possono avvicinare a meno
di 400 metri dalla costa, con
l’eccezione di Venezia. Quindi,
il luogo più delicato d’Italia
non è tutelato.
Magari non c’è pericolo...
A marzo ero a Venezia quando
una di queste navi ha rotto
gli ormeggi. Per fortuna
sono intervenuti due rimorchiatori
che erano nei paraggi.
Forse per risolvere il problema
aspettano un incidente.
Quando è all’estero, qual
è l’aspetto che più la colpisce.
Cosa vorrebbe impor
tare?
Al Louvre o al Prado gente
come De Caro non sarebbe
mai entrata. Da noi non si ragiona
per competenze, ma
per amicizie. Eppure Ornaghi
non sente l’esigenza di
scusarsi. Almeno il suo predecessore,
Galan, ha ammesso
di averlo preso su consiglio
di Dell’Utr i
“Abbiamo fermato i barbari
del Terzo millennio”
I COMITATI RILANCIANO: “NE S SUN’ALTRA CAVA,
SERVE UN PIANO SERIO PER I RIFIUTI DEL LAZIO”
“Grazie a chi
si è schierato
con noi: Franca
Valeri, Antonio
P a d e l l a ro ,
Sabina Guzzanti
e gli altri”
di Nello Trocchia
Nei pressi della Villa
campeggia una scritta:
“Adriano scatena
l'inferno”. Una invocazione,
una preghiera laica
impressa su uno striscione
per scongiurare l'incubo
pattumiera. Sotto un cuore
diventato il simbolo della
protesta anti-discarica. Protesta
pacifica che ha attraversato
l'oceano con le petizioni
firmate da docenti e
presidi di facoltà internazionali.
“Il mondo ha sollevato
un bel vallo – ricorda il musicista
e attivista anti-discarica
Alberto Marchetti – come
quello che aveva fatto
Adriano per fermare i barbari,
noi abbiamo fermato i
barbari del Terzo millennio”.
Dopo 7 mesi la battaglia è
vinta, i comitati si ritrovano
nel primo pomeriggio per
festeggiare davanti alla Villa
Adriana che ormai è salva. Il
nuovo sito previsto per il
dopo Malagrotta, il mega invaso
che serve Roma da 30
anni, non sarà realizzato a
700 metri dalla zona di rispetto
della residenza dell'imperatore
Adriano. La notizia
arriva a metà mattina: il
Consiglio dei ministri ha
detto no alla discarica in zona
Corcolle, al confine tra
Roma e Tivoli, il prefetto
Giuseppe Pecoraro si è dimesso
da commissario per
l'emergenza. Parte un
tam-tam di messaggi tra i
componenti del comitato
che fin dall'inizio si sono
mobilitati in difesa del sito,
patrimonio dell'Unesco.
“Ieri il ministro dei Beni culturali
Lorenzo Ornaghi – r icorda
Gianni Innocenti, comitato
anti-discarica – è venuto
a Corcolle, quello che
non ha fatto il commissario
Pecoraro. Ornaghi si è reso
conto che da Villa Adriana si
vedeva la parete della cava
dove sarebbe sorta la discarica.
Così ha vinto il buon
senso”.
AL BRINDISI di metà pomeriggio
arrivano tutti. I comitati
mettono in fila le personalità
del mondo della cultura
e del cinema che si sono
spesi per la villa: “Franca Valeri,
Sabina Guzzanti, Philippe
Daverio, Antonio Padellaro,
Urbano Barberini”. I turisti
e le scolaresche guardano
divertiti i festeggiamenti.
Gabriella Cinelli gestisce il
ristorante di famiglia di fronte
alla villa, prende emozionata
il libro dei ricordi. “Ha
vinto la memoria. Villa Adriana
ha sorpreso gli intellettuali
del mondo della cultura. In
questo volume ho conservato
le firme dei grandi da Fellini
a Togliatti, da Mastroianni
a Bergman”. Una vittoria
che è anche una dedica racchiusa
nei versi di Adriano:
Animula, vagula, blandula, piccola
anima smarrita e soave.
“L'idea folle di Pecoraro –
conclude Gabriella – se realizzata,
avrebbe sconfitto la
nostra anima”. E c'è chi evoca
una staffetta culturale in
difesa del sito, patrimonio
dell'Unesco. “Abitavo nella
villa – ricorda Tito – mio padre
era custode, ricordo la
battaglia condotta negli anni
Sessanta per salvare la residenza
dell'imperatore.
Quando mi hanno detto che
volevano fare la discarica ho
pensato che la storia si ripete”.
Vittorina è una professoressa
in pensione, insegnava
italiano e latino al liceo:
“È stato evitato uno sfregio.
Abbiamo festeggiato alla
notizia delle dimissioni di
Giuseppe Pecoraro”. Il prefetto
che esce sconfitto così
come la governatrice del Lazio
Renata Polverini che aveva
difeso la scelta di Corcolle.
Un brindisi che è anche
consape volezza.
I RIFIUTI prodotti dalla
città di Roma ora dovranno
trovare un altro buco e si sono
persi sette mesi inseguendo
siti inidonei, mentre la
raccolta differenziata, nella
capitale, è ferma al 25 per
cento. La legge prevede che
si raggiunga il 65 per cento
entro il dicembre di quest'anno.
Sono circa due mila
le tonnellate che ogni giorno
finiscono in discarica senza
alcun trattamento in violazione
della normativa vigente.
“Non è sufficiente – r icorda
Gianni Innocenti – s a l va re
Corcolle e condannare un'altra
cava. Fino a quando non
ci sarà un piano serio dei rifiuti
nel Lazio, non si può
gioire completamente”.
Arriva il momento del brindisi
liberatorio. I comitati si
fanno immortalare in una foto
e tra i più giovani c'è Giuliano
che, con la villa alle
spalle, scrigno di storia e memoria,
evoca Peppino Impastato,
intellettuale e giornalista,
ucciso dalla mafia nel
1978: “Aveva ragione lui.
Brindiamo alla bellezza”.
Latina nuova scossa di terremoto magnitudo 2,4
Magnitudo(Ml) 2.4 - LAZIO - LATINA
25/05/2012 23:56:54 (italiana)
25/05/2012 21:56:54 (UTC)
Hai sentito il terremoto? Clicca qui.
Comunicato
Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.4 è avvenuto alle ore 23:56:54 italiane del giorno 25/Mag/2012 (21:56:54 25/Mag/2012 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Pianura_pontina.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.
Dati evento
Event-ID 7222997160
Magnitudo(Ml) 2.4
Data-Ora 25/05/2012 alle 23:56:54 (italiane)
25/05/2012 alle 21:56:54 (UTC)
Coordinate 41.504°N, 12.921°E
Profondità 5.1 km
Distretto sismico Pianura_pontina
Comuni entro i 10Km
LATINA (LT)
NORMA (LT)
SERMONETA (LT)
Comuni tra 10 e 20km
CARPINETO ROMANO (RM)
MONTELANICO (RM)
BASSIANO (LT)
CISTERNA DI LATINA (LT)
CORI (LT)
PONTINIA (LT)
ROCCA MASSIMA (LT)
SEZZE (LT)
Maggiori informazioni sismiche
Mappe
Il terremoto è stato localizzato con i dati delle stazioni della Rete Sismica Nazionale dell'INGV (quadrati). La localizzazione epicentrale riportata nella figura e' quella rivista dagli operatori della Sala Sismica dell'INGV e comunicata al Dipartimento di Protezione Civile subito dopo l'evento. I dati relativi a ogni terremoto rilevato dalla rete INGV vengono rivisti successivamente da personale specializzato prima di essere inseriti nel Bollettino della sismicita' italiana.
Le tre carte mostrano l’attività sismica della regione in tre diversi intervalli temporali.
Sinistra: Dall'anno 0 all'anno 2002 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, versione 2004 CPTI04, Gruppo di Lavoro CPTI, 2004): sono rappresentati con i quadrati gialli gli epicentri dei terremoti di Magnitudo Momento pari o superiore a 6; accanto al simbolo l'anno in cui e' avvenuto il terremoto.
Centro: La sismicita' localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dal 1/1/2003 al 31/12/2008 (Mag>=2.5); la grandezza dei simboli è proporzionale alla magnitudo del terremoto: i colori indicano differenti profondita' degli ipocentri.
Destra: La sismicita' rilevata dalla Rete Sismica Nazionale negli ultimi 90 giorni; i dati riportati in questa mappa provengono dalle analisi effettuate nella Sala Sismica dell'INGV subito dopo ogni terremoto e possono quindi contenere piccoli errori. I dati rivisti sono pubblicati con cadenza quindicinale sulle pagine del Bollettino sismico.
Sinistra: Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2005, n. 3519, All. 1b) espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005).
Destra: Zone sismiche del territorio italiano (2003) - Le zone riportate sono quelle allegate all'Ordinanza PCM 3275 del 20/03/2003. Le variazioni introdotte dalle Regioni sulla base della suddetta Ordinanza e di quanto previsto dall'OPCM 3519/2006, devono essere verificate presso i rispettivi Uffici Regionali.
La zona 1 (in rosso) prevede il massimo livello di protezione, la zona 4 il minimo.
Mappe elaborate utilizzando un questionario rivolto al singolo cittadino che verte alla conoscenza degli effetti che il terremoto ha avuto su di lui e sulla sua abitazione. L'osservazione di un singolo individuo viene probabilisticamente associata ad un valore delle scale M.C.S. ed E.M.S..
Queste mappe non hanno carattere definitivo e vengono aggiornate quando sono disponibili nuovi dati. Informazioni piu' dettagliate sulle mappe e sulle scale: http://www.haisentitoilterremoto.it/
Per domande e chiarimenti sul Questionario Macrosismico: haisentitoilterremoto@ingv.it
Hai sentito il terremoto? Clicca qui.
Maggiori informazioni sismiche
Tempo Origine (UTC): 21:56:54
Lat: 41.504°N
Lon: 12.921°E
Magnitudo (Ml): 2.4
Profondità: 5.1 km
Errore Orizzontale: +/- 0.65 Km
Errore Verticale: +/- 1.36 Km
Errore Magnitudo: +/- 0.2
Gap: 246°
Sta P-time S-time P-res U P-wght S-res U S_wght Dist
GIUL 215659.99 215703.80 0.18 T 100 -0.23 T 99 28.4
MA9 215702.11 0.65 T 65 T 36.7
GUAR 215703.2 215710.11 -0.23 T 72 0.12 T 74 45.8
CERT 215703.77 215711.16 -0.1 T 98 0.09 T 73 49.7
MTCE 215705.18 215713.44 -0.2 T 94 -0.24 T 70 59.5
POFI 215706.77 215716.89 -0.2 T 23 0.46 T 87 69.8
PTQR 215706.74 215716.49 -0.24 T 92 0.04 T 95 69.9
FIAM 215709.23 215720.98 -0.29 T 44 0.13 T 68 86.4
http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7222997160/event.html
venerdì 25 maggio 2012
Pontinia: esempi Imu, confronto tra 4. e 5. conto energia, artisti di strada, esiste Pro Loco?
Sulla pagina di Pontinia de “Il settimanale di Latina”:
festival pontino degli artisti di strada, termine delle iscrizioni il 15 giugno, articolo di Gianpaolo Danieli; Ancora due settimane per iscriversi al primo Festival Pontino degli Artisti di Strada previsto il 20 luglio. Scade il 15 giugno il bando che permette di promuovere l'arte e l'inclusione giovanile nelle strade del centro.
la Pontinia dei misteri: “c'è una pro loco a Pontinia?” di Donatella di Maria;
acqua pubblica e rifiuti: intreccio di interessi nazionali, regionali e provinciali di Giorgio Libralato.
Di seguito il mio articolo della scorsa settimana su Imu e il confronto tra 4. e 5. conto energia
Imu alcuni esempi di applicazione a Pontinia
Vediamo alcuni casi di applicazione della nuova imposta IMU a
Pontinia, applicando le aliquote proposte dallo stato che potrebbero
essere modificate da ogni comune entro il 30 settembre. Le modifiche
potrebbero essere sia in aumento che in diminuzione. Ricordiamo che
possono essere deliberate agevolazioni per il coltivatori diretti che
possono fare domanda entro il 30 giugno per non pagare l'Ici per gli
anni precedenti e ridurre l'Imu. Per un'abitazione, un appartamento
per esempio, di cucina, soggiorno, 3 stanze da letto, 2 bagni,
ripostiglio, corridoio, studio, balcone si ha una rendita di € 451,90
che si moltiplica per 1,05 x 160 e si ottiene il valore = 75.919,20
poi se è prima casa si moltiplica per 0,004 e si detrae 200 € restano
da pagare € 103,68 oltre alle detrazioni per figli a carico. Se non ci
sono le agevolazioni di prima casa si moltiplica 0,0076 = con imposta
Imu di 576,99 €. Se oltre all'appartamento vi sono degli annessi,
delle pertinenze, per esempio cantine, locali depositi, garage, per
uno di questi si può utilizzare la stessa agevolazione per la prima
casa, calcolando quindi l'importo IMU per l'aliquota del 4°%, per gli
altri il 7,6°%. Per un negozio di 70 mq si ha una rendita di circa €
2.700,00, si moltiplica per 1,05 quindi x 160 si ha il valore di
155.925 con l'imposta Imu di 1.185,00. un garage di circa 20 mq da una
rendita di circa 40 €, sempre moltiplicata per 1,05 x 160 si ha il
valore di € 6.720 che se è pertinenza di prima casa produce imposta
IMU di € 27, se invece non ha le agevolazioni della prima casa paga
l'imposta di € 51. per un terreno agricolo di circa 5 ha si ha una
reddito dominicale di circa 600 € che va moltiplicata per 1,05 e per
110 (se coltivatore diretto) con valore di € 69.300 e imposta IMU di €
139 con aliquota 2°%, se invece non è coltivatore diretto si
moltiplica il reddito dominicale x 1,05 e 130, con valore di € 81.900
e imposta IMU di € 527 se viene mantenuta l'aliquota del 7,6°%.
incentivi per impianti fotovoltaici
L'impianto fotovoltaico sulla copertura dei fabbricati è rimasto uno
dei pochi investimenti con una rendita certa stabilita dal conto
energia per 20 anni.
Gli incentivi previsti dal 4. conto energia per la produzione di
energia elettrica da impianti fotovoltaici sulla copertura dei
fabbricati potrebbero essere prorogate al 30 settembre, mentre
attualmente la scadenza è al 30 giugno. Attualmente gli impianti
fotovoltaici che saranno installati, collaudati e messi in rete entro
il 30 giugno fruiranno degli incentivi del 4. conto energia. Dal 1.
luglio (o dal 1.10 in caso di proroga) del 5. conto energia. Nella
nostra zona la produzione annua di energia, per ogni kw installato, è
di circa 1.400 kw. Quindi installando un impianto da 3 kw si producono
ogni anno circa 4.200 kw. Vediamo alcuni esempi. Fino al 30 giugno (o
30 settembre in caso di proroga) con il 4. conto energia fino a 3 kw
l'incentivo è di 0,274 €/kw, con un incentivo annuo quindi di 1.150 €
annuo, che aumenta a 0,324 (1.360 € all'anno) per la sostituzione
della copertura in eternit oppure aumenta a 0,301 nel caso almeno il
60% dei componenti sia di produzione europea (1.264 € all'anno). Con
un preventivo di 10.000 € circa per realizzare l'impianto questo si
ripaga in un periodo che va da 7,5, a 9 anni, escludendo il risparmio
nella bolletta energetica. Dal 1. luglio (o dal 1.10) con il 5. conto
energia la maggiorazione degli incentivi si ha con l'innovazione
tecnologica che integrano la copertura. Fino a 3 kw avremo l'incentivo
di €/kw 0,237 (anziché 0,274 del 4. conto), avremo un compenso annuo
di 995 € (anziché 1.150), il costo di installazione sarà pagato in 10
anni. Con la maggiorazione per l'innovazione tecnologica si arriva a
€/kw 0,255 (anziché 0,301) con un compenso annuo di € 1.071 (anziché
1.264) e in questo caso l'investimento sarà recuperato in 9 anni e 4
mesi.
Assegnate dalla Fee alle località che rispettano una gestione sostenibile del territorio
Bandiere Blu, la nostra provincia sale a quota quattro
Sale il numero delle Bandiere Blu nella nostra provincia di Latina. A Sabaudia, Sperlonga e San Felice Circeo quest'anno si aggiunge Ventotene. L'altro vessillo laziale spetta ad Anzio
Le quattro Bandiere Blu assegnate dalla Fee, Fondazione per l'eduzione amientale, in collaborazione con Enel Sole, ad altrettante località rivieristiche della provincia pontina devono rappresentare uno stimolo affinché il prossimo anno possa fregiarsi di tale titolo anche il capoluogo. Latina è infatti ancora lontana dalla conquista del vessillo, ma...
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Pontinia, Trasco: il confronto tra comuni e sindacati
LA Trasco e il sindaco
Tombolillo incontreranno
presto i sindacati per discutere
delle problematiche
relative ai lavoratori
della società partecipata.
L’amministratore della
Trasco, Sebastiano Gobbo,
dà massima disponibilità
ai sindacati anche se
non si espone con promesse
che difficilmente si
possono mantenere e che,
soprattutto, non dipendono
direttamente né dalla
Trasco né tantomeno dal
Comune.
«Dopo la lettera inviata
dalla Cisl e dalla Cgil sia
alla mia attenzione sia a
quella del sindaco Tombolillo
– afferma Sebastiano
Gobbo – ci siamo
immediatamente attivati
per fissare una riunione
per la prossima settimana.
Purtroppo la situazione è
ancora poco chiara e se le
normative, a livello nazionale,
ci obbligheranno
a liquidare la società noi
dovremmo farlo». Ad oggi
le normative sono ancora
incerte. Il comune
sta monitorando la situazione
per valutare le possibili
alternative. A rischio
ci sono molti lavoratori
che svolgono
diversi servizi come la
manutenzione del verde,
le mense scolastiche, i
trasporti e la raccolta differenziata.
«In questo caso noi possiamo
fare veramente poco
– afferma Gobbo -. Se
la legge nazionale ci imporrà
di chiudere e dare in
gestione alcuni dei nostri
servizi a società private
non potremmo che accettare
queste normative. Per
adesso l’unica cosa sicura
è l’uscita dalla partecipata
da parte del comune di
Norma. Una decisione
nata dalla loro volontà di
non fare più parte della
Trasco». Per l’uscita dalla
partecipata il comune di
Norma dovrà pagare una
somma pari alla sua percentuale
al netto rettificato.
Una somma che gli
uffici comunali stanno
quantificando e che, secondo
Gobbo, sarà superiore
ai 1.300 euro richiesti
alla sua entrata. Un
colpo duro per il comune
di Pontinia che senza la
partecipata dovrà indire
dei bandi ed affidare i
servizi che oggi svolge la
Trasco a società private.
Riccardo A. Colabattista http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcf/pag26sabaudia.pdf
Pontinia, rifiuti: raccolta differenziata manca il personale
IL primo maggio scorso
doveva iniziare la raccolta
differenziata nelle zone di
campagna. Questo aveva
previsto l'assessore all'Ambiente
Valterino Battisti,
secondo il quale il
servizio si sarebbe avvalso
del nuovo compattatore,
costato 130 mila euro,
concessi dall' Amministrazione
Provinciale
e capace di trasportare
18 metri cubi di
rifiuti urbani. Tuttavia,
ad oggi il compattatore
è fermo nell'autorimessa
comunale,
nè è prevedibile la data
della sua entrata in
servizio. Manca l'autista,
ci ha dichiarato
un dirigente della Trasco,
la società incaricata
del servizio ecologico
comunale, la
quale denuncia una
pesante scarsità di
personale addetto alla
conduzione dei mezzi
che attualmente costituiscono
l'autoparco della società.
La situazione. secondo
l'assessore all'Ambiente
Battisti, è di
competenza dell'esecutivo,
per cui se ne dovrà
discutere in consiglio, forse
lunedì prossimo, quando
l'assemblea dovrà
esprimersi sul futuro azionario
e lavorativo della
Multiservizi. Nel frattempo,
aggiunge l'assessore,
la raccolta differenziata
nelle zone di periferia
(Quartacciom Cotarda,
Campoioso, Mesa e Migliare)
seguita a segnare il
passo con suo grande disappunto
personale, a motivo
degli impegni da lui
assunti con i cittadini delle
zone interessate. Uno scenario
poco rassicurante,
denuncia Battisti se si pensa
alla chiusura dello stabilimento
Sep di Mazzocchio
che ci costringe a
smaltire i rifiuti in una
Regione del Nord a 160
euro a tonnellata e alla
realizzazione dell'isola
ecologica, prevista su
un'area comunale nei pressi
dell'ex stabilimento Arcobaleno,
il cui progetto
va avanti a passo di lumaca.
Antonella Subiaco http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcf/pag27sabaudia.pdf
Corcolle, salva Villa Adriana, bocciata la discarica dal governo si dimette Pecoraro
Corcolle, discarica bocciata dal governo. Pecoraro si dimette, arriva Sottile
Riunione decisiva prima del Consiglio dei ministri tra Monti, Ornaghi, Clini e Catricalà. La proposta del sito per il deposito dei rifiuti, vicino a Villa Adriana, era stata sostenuta dall'ex commissario nominato dal governo Berlusconi che oggi ha fatto un passo indietro
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/corcolle-discarica-bocciata-governo-pecoraro-dimette-arriva-sottile/241516/
di Andrea Palladino | 25 maggio 2012
La discarica di Corcolle a Roma non si farà più. E dopo Giuseppe Pecoraro, che si è dimesso da commissario per l’emergenza rifiuti a Roma, il governo ha affidato l’incarico a Goffredo Sottile. Si è deciso tutto questa mattina. Prima del Consiglio dei Ministri c’è stato un incontro tra Monti, Ornaghi, Clini e Catricalà. Poi, a seguito della riunione dell’esecutivo è arrivata la comunicazione ufficiale.
”Con nota di ieri – si legge in una nota di questa mattina di Palazzo Chigi – , il Prefetto Giuseppe Pecoraro ha ritenuto di confermare le sue dimissioni dall’incarico di Commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma”. Il Consiglio dei Ministri riconosce “al Commissario di aver agito con assoluta correttezza, nel rispetto delle procedure, e con lodevole impegno personale” ma accantonata l’ipotesi di Corcolle, ricorda “l’estrema urgenza di procedere all’individuazione del sito della discarica necessaria a dare soluzione al problema della gestione del ciclo integrato dei rifiuti della Capitale, il Consiglio dei Ministri ha deciso di conferire l’incarico al Prefetto Goffredo Sottile”.
La proposta di Corcolle come nuova discarica di Roma era stata sostenuta da Pecoraro, nella sua qualità di commissario straordinario, su nomina del governo Berlusconi. Già un mese fa il ministro dell’ambiente Clini aveva stilato una lista di possibili siti per accogliere le 5000 tonnellate di rifiuti prodotti dalla capitale, da attivare dopo la chiusura di Malagrotta. Corcolle e San Vittorino – due ex cave alle porte di Roma – erano state indicate come non idonee dai tecnici del ministero per l’ambiente. Per Clini il miglior sito era Monte Carnevale, che ha ricevuto, però, un parere negativo dal ministero della Difesa, a causa della presenza nella zona del centro interforze dei servizi di sicurezza.
La palla era ritornata al prefetto Pecoraro, che aveva riproposto la sua scelta dello scorso ottobre, la zona di Corcolle. L’ex cava dista poco più di un chilometro dal muro di cinta della villa di Adriano e – secondo le informazioni raccolte dai comitati – si trova sopra alcune importanti falde acquifere. Nei giorni scorsi la scelta del prefetto di Roma aveva trovato la netta opposizione del ministro per i beni culturali Ornaghi, che ieri a sorpresa si è recato nella zona per un sopralluogo. Clini ieri si era detto convinto sulla possibilità di evitare la realizzazione della nuova discarica nei pressi di villa Adriana. Un governo che oggi appariva diviso prima dell’inizio del consiglio di ministri, che aveva tra i punti all’ordine del giorno la discussione sulla scelta di Pecoraro.
A difendere il prefetto ieri spiccava in prima fila il governatore del Lazio Renata Polverini, che garantiva l’assenza di “problemi ambientali” per la realizzazione della nuova discarica a Corcolle. Ieri in serata era poi arrivata al premier Monti una lettera di Manlio Cerroni, l’imprenditore dei rifiuti che ha ancora oggi mantiene il monopolio della gestione nella capitale: “Oggi il mio dovere è informarla che la discarica di Corcolle, a parte tutte le polemiche, considerazioni e motivazioni, non risolve il problema di Roma – si legge nella lettera di Cerroni – perché Roma ha bisogno di una discarica alternativa a Malagrotta, che sia in grado di ricevere i rifiuti indifferenziati (cioè non trattati) e anche quelli trattati per almeno tre anni”. In sostanza il gestore di Malagrotta ha voluto riproporre il modello romano, basato sulla discarica e sullo sversamento dei rifiuti “non trattati”. Una scelta che si contrappone alle indicazioni europee. Dura la critica arrivata dal governo nei confronti degli enti locali coinvolti nella scelta del nuovo invaso romano.
In Consiglio dei ministri ha prevalso la tesi di Corrado Clini, che ha evidenziato la “responsabilità cronica delle Amministrazioni competenti non in grado di assumere decisioni adeguate e misure efficaci ad assicurare il rispetto delle direttive europee e delle leggi nazionali in materia di gestione dei rifiuti”. Una critica che era apparsa già chiara durante la conferenza stampa di venti giorni fa, quando il titolare dell’ambiente aveva reso pubblica la lista dei siti alternativi a Corcolle. Subito dopo la decisione del Consiglio dei ministri Giuseppe Pecoraro ha rassegnato le dimissioni da commissario straordinario. Al suo posto il governo ha nominato il prefetto Goffredo Sottile. Per il nuovo commissario la sfida contro il tempo per evitare un’emergenza in stile campano a Roma inizia già dalle prossime ore. La proroga concessa alla discarica di Malagrotta scade a fine giugno e – secondo quanto aveva assicurato il ministro Clini – sarà possibile ottenere un rinvio solo di pochi mesi.
La discarica di Corcolle sarebbe stato un progetto da 300 milioni di euro l’anno. Pecoraro ne affidò la valutazione a un suo vecchio amico di Palma Campania, Luigi Sorrentino, e a un suo consulente personale: Pietro Moretti della Cidiemme. La risposta positiva arrivò in 24 ore. In questi mesi, Giuseppe Pecoraro ha ottenuto la fiducia del mondo della politica, inclusa quella del presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti.
Per mesi ha rilasciato dichiarazioni dalle quali traspariva una situazione di emergenza a Roma, in cui le forze dell’ordine sarebbero state disposte a intervenire: “Siamo in una situazione tipo quella di Napoli – aveva detto. e prenderò provvedimenti contro chi ci farà andare in emergenza”. Pecoraro era stato coinvolto anche nella vicenda della P4 di Bisignani. A leggere l’interrogatorio dei pm al faccendiere, Pecoraro esulava dai suoi compiti di controllo dispensando consigli su parchi giochi in zona Valmontone (Rainbow Magicland) che non si sarebbero dovuti costruire, ma vennero edificati ugualmente in spregio a legge e vincoli: “Il Pecoraro, sapendo che ero buon amico di Angelo Rovati mi disse che lo stesso, interessato a tale opera, avrebbe avuto problemi e che lui non avrebbe mai potuto autorizzare l’apertura per problemi di viabilità legati all’Autostrada A1”.
Pontinia nuovo impianto fotovoltaico a terra
Dal: 25.05.2012
Al: 09.06.2012 2012/35700 Autorizzazione Unica, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387 e s.m.i. rilasciata alla Società ABB S.r.l. per la costruzione ed esercizio di un impianto fotovoltaico di potenza pari a 2 MWp sito in località Z.I. Mazzocchio, Via Marittima II snc, e delle relative opere ed infrastrutture connesse con lunghezza minore di 500 ml, sito in Comune di Pontinia (F. 79 p.lle varie e F. 80). Autorizzazioni e Concessioni Ecologia ed Ambiente Autorizzazione Unica ABB S.r.l.pdf http://www.provincia.latina.it/flex/FixedPages/IT/PubblicazioneAtti.php/L/IT
protesta contro discarica a Villa Adriana: sarà una Val di Susa laziale
Palazzo Chigi dà l'ok alla discarica di Corcolle
Ministri divisi. Su Twitter: "Sarà una Val Susa"
Dopo le notizie sul sostegno di Monti al sito cresce l'opposizione. Carandini abbandona il Mibac, Italia Nostra presenta un esposto. Positivo invece il giudizio della Polverini. La Provincia: "Contraria da sempre". No del ministro alla Cultura Ornaghi. La responsabile dell'Interno Cancellieri frena:"Serve chiarimento sulla questione"
STEFANIA CARBONI
La discarica di Malagrotta
Corcolle sì, Corcolle no. Mentre si delinea sempre più la scelta del luogo a due passi da Villa Adriana come sito del dopo Malagrotta, aumenta la polemica.
Tensioni nel governo sull'emergenza rifiuti: il presidente del Consiglio, Mario Monti ha confermato la propria fiducia al commissario delegato per il superamento dell'emergenza ambientale il prefetto Pecoraro, favorevole alla scelta di Corcolle-Villa Adriana (che deve prendere il posto di Malagrotta) sito a cui si oppongono i ministri Ornaghi e Clini. Monti ha chiesto a Pecoraro di "portare avanti nell'esercizio pieno dei suoi poteri il mandato conferitogli dal precedente esecutivo".
Il ministro dei Beni Culturali resta però "contrarissimo" all'indicazione di Corcolle, perché "i vincoli paesaggistici e archeologici che insistono su quell'area non sono derogabili per nessun motivo". "Non possiamo permetterci un'ondata di legittime critiche internazionali - sostiene Ornaghi - Per il bene del Paese, Villa Adriana e il suo ambiente storico-naturalistico non possono essere sfregiati".
Secondo il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, la questione va approfondita in Consiglio dei Ministri "tenuto conto della delicatezza dei temi portati all'attenzione pubblica dai Ministri Ornaghi e Clini". Ad appoggiare l'idea del ministro anche il ministro della Giustizia Paola Severino: "Serve valutare tutti gli aspetti su cui si sono pronunciati i colleghi Ornaghi e Clini".
Su twitter cominciano a comparire i primi segnali di una possibile rivolta: "Facciamo di Corcolle la nostra Val Susa! No alla nuova discarica!" e ancora "A Villa Adriana arriva la discarica, fermiamoli". Parole che non sorprendono Urbano Barberini, promotore del comitato in tutela del sito storico: "La gente cosa può fare quando vede le leggi scardinate in nome di un'emergenza che non c'è? Questo crea un sentimento di ribellione perché è una palese ingiustizia".
Plaude invece la scelta di Monti il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: "Finalmente si va verso una soluzione di questo problema"; "Ci sarà una conferenza dei servizi e mi auguro che finalmente si possa andare avanti". Più cauto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, secondo cui "bene ha fatto il premier Monti a confermare la fiducia e l'incarico al prefetto Pecoraro, la cui funzione e il cui ruolo non sono mai stati messi in discussione da nessuno, nè tantomeno da me", ma il commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta "deve dirci se effettivamente la scelta di Corcolle è definitiva. Mi auguro che lo faccia dopo un ultimo confronto con me, Ornaghi e Clini, le autorità che hanno espresso forti perplessità e contrarietà su questa ipotesi".
Mentre Italia Nostra presenta un esposto in procura, Andrea Carandini abbandona il Mibac: "Esistono per ciascuno di noi dei limiti di tolleranza. Le ultime notizie giuntemi sulla discarica, straordinariamente gravi e alle quali non arrivo a credere, rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso". Carandini scrive tutto in una lettera, rivolta al ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, con la quale l'ex presidente del Consiglio superiore dei beni culturali annuncia l'abbandono del suo incarico. "Tra gli altri motivi - spiega Carandini - c'è un taglio di 9 milioni alle risorse e tutta una situazione molto difficile. Non si può servire un paese così. Non mi va più di lavorare in un clima del genere".
Il coro dei no. "Centuplicheremo le nostre iniziative. Domani presenteremo un esposto in procura - afferma Carlo Ripa di Meana, presidente locale di Italia Nostra - Venerdì sembra essere il giorno del sì o del no, ci riserviamo ogni altra iniziativa nelle sedi di giustizia e nelle sedi della mobilitazione civile".
"La provincia è stata da sempre contraria a questa scelta" sottolinea Michele Civita, assessore provinciale alle politiche del territorio e alla tutela ambientale. "Mi auguro ci possa essere un ripensamento" dichiara il leader di Sel Niki Vendola. A unirsi anche Stefania Prestigiacomo, ex ministro dell'ambiente del Pdl: "Vogliamo fare della capitale un altro scandalo mondiale? Ma ci si rende conto dell'enorme danno di immagine?"
"É una tripla tenaglia quella che si stringe oggi sulla città. Da un lato la vicenda di Corcolle con il beneplacito di Monti, mentre arrivano con straordinaria sincronia le dichiarazioni del amministratore delegato di Ama che definisce, come al solito irrealizzabili, le proposte del Ministro Clini di portare la capitale al 65% entro il 2014. La cosa non ci sorprende. Ama non è in grado, o non vuole, di fare la differenziata, la appalta all'esterno con procedure opache" osserva Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio.
"Oggi il mio cuore è ferito - commenta Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fai, fondo ambiente italiano - mettere una discarica a meno di tre chilometri da Villa Adriana significa distruggerla". Ad aggravare infatti la scelta del luogo è la vicinanza a Villa Adriana, patrimonio dell'umanità dal 1999.
"Sono stradelusa. Ed è una delusione doppia, da un lato per la discarica e dall'altro perché la decisione arriva da Monti che per me era una figura quasi evangelica di salvatore - commenta l'attrice Franca Valeri, madrina del comitato 'Salviamo Villa Adriana'- Fare una discarica in quel posto non può essere che un imbroglio".
Il sostegno. Positivo invece il giudizio di Renata Polverini, presidente della Regione: "Finalmente, si va verso una soluzione, di questo problema. Sentiremo Pecoraro. Se c'è una lettera la vedremo, ci sarà una conferenza dei servizi e mi auguro che finalmente si possa andare avanti. Anche perché abbiamo perso tempo prezioso".
Legambiente. "Per quanto apprendiamo gli studi tecnici, che tutti avremmo il piacere fossero resi pubblici, l'area di Corcolle non è inquinata, il terreno è tufaceo e richiederebbe un'impermeabilizzazione di metri e metri di costosa argilla- aggiunge Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. - E' ovvio, e allora? Addirittura sarebbe stata chiesto all'Unesco una riperimetrazione del sito, ma siamo davvero pazzi? Per realizzare quello scempio servirebbero tali e tante deroghe alle norme di legge e spese enormi e inutili da rendere irrealizzabile l'opera".
Il presidente della sezione di Tivoli, Gianni Innocenti, portavoce del comitato 'Uniti contro le discariche', solleva il problema delle falde acquifere: "Sotto il sito individuato inoltre c'è il condotto dell'Acqua Marcia. Ma il problema principale è quello della falda idrica sotterranea a Corcolle, che è un fiume d'acqua di circa mille litri al secondo che va ad alimentare i pozzi di prelievo di Acea Ato 2 che servono le case dei quartieri ad est di Roma".
Opposizione europea. L'eurodeputato del pd, Guido Milana, ha inviato oggi la lettera-appello a Monti, per chiedere di non avallare l'ipotesi. L'appello, già sottoscritto da 77 europarlamentari di una quindicina di paesi membri (altri, in queste ore, chiedono di firmare) si rivolge al premier "affinché sia scongiurata questa eventualità, confidando sulla sua sensibilità e su una valutazione la quale, possa includere come elemento primario la tutela e conservazione di un bene storico-archeologico di primaria importanza mondiale. L'iniziativa di Milana è sostenuta anche dai tre capidelegazione italiani a Bruxelles, Davide Sassoli (S&d), Mario Mauro (Ppe) e Niccolò Rinaldi (Alde), dai due vice presidenti del parlamento europeo e da numerosi parlamentari italiani, tra cui Rita Borsellino, Luigi Berlinguer, Sergio Cofferati, Iva Zanicchi, Gianni Vattimo e Debora Serracchiani.
(23 maggio 2012) © RIPRODUZIONE RISERVATA
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/05/23/news/corcolle-35770677/
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