domenica 27 maggio 2012

Pontinia, Trasco domani consiglio comunale

Pontinia, si cercano soluzioni per la partecipata Dipendenti Trasco, il caso in Consiglio G I OV E D I ’ 24 si sarebbe dovuto svolgere un consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno: approvazione del r e n d ic o n t o fi na nzi ar io del 2011. Un appuntamento rim a n d a t o i mp r ovv isamente, la nota ufficiale è dat a t a 2 3 maggio (il giorno prec e d e n t e ) per essere spostato alla serata di lunedì 28 con l’inte - grazioni di altri punti a ll ’o rd in e del giorno in cui spiccano le vicende legate alla Trasco. Dopo l’at - tacco di Giuseppe Mochi, la presa di posizione dei sindacati e il punto di vista del rappresentante della Trasco, Sebastiano Gobbo, nella serata di lunedì l’argomento società partecipata entrerà nell’agenda politica del consiglio comunale. Sono due i punti all’ordine del giorno dedicati alla Trasco: l’uscita del Comune di Norma dalla partecipata e la riorganizzazione della stessa società. Argomenti, questi, già toccati marginalmente durante l’ultimo consiglio di inizio maggio ma non appr of ond it i. Infatti, in quel caso, i due punti al l’or di ne del giorno furono ritirati di gran f r e t t a . Adesso c’è stato anche i l r i nvio d e l l ’ a pp u n t a m e nto di giovedì 24. Tutto ciò testimonia il nervosismo di una sit u a z i o n e s c o m o d a per la Trasco e per l’am mi nis t r a z i o n e comunale che non ha il pieno potere decisione sulla riorganizzazione della società partecipata ma che resta in attesa degli sviluppi presenti a livello nazionale. R.A.C. http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcd/pag31sabaudia.pdf Ogni anno ventimila tonnellate transitano su camion attraverso la provincia Quel traffico di fanghi Trasportare i residui di depurazione costa quasi 3 milioni di euro E’ un traffico strano, silenzioso, inosservato, molto costoso, irrisolto. E’ il traffico dei fanghi dei sessanta depuratori della provincia di Latina che ogni giorno, stoccati sui camion, attraversano in lungo e in largo il territorio per raggiungere gli impianti di trattamento in Puglia e nelle Marche. Questo «giochetto » costa un fiume di denaro: tre milioni di euro l’anno per trasferire ventimila tonnellate al costo variabile tra i 140 e i 180 euro a tonnellata e di questi 80 euro vengono assorbiti per il solo trasporto, che oltre ad inquinare ha dunque un prezzo che incide pesantemente sul resto. Chi paga tutto questo? In parte i cittadini attraverso la quota di depurazione che sta nelle bollette del servizio idrico; in parte la Provincia. La storia era in parte emersa nel corso della presentazione dell’ultimo bilancio di Acqualatina spa ma è «deflagrata » durante l’audizione recente del presidente della Provincia, Cusani, in Commissione Ambiente e Territorio del Senato. Per costruire un impianto di trattamento dei fanghi serve un investimento più o meno equivalente al costo di un paio di anni di trasporto fuori regione ma una scelta del genere dovrebbe impegnare anche la Regione oltre agli enti locali. C’è dell’altro: la provincia di Latina ha aumentato il numero dei depuratori funzionanti ma anche la rete attuale non è sufficiente a coprire tutto il territorio e la realizzazione di altre strutture può incidere sul futuro della balneabilità di lunghi tratti di costa. Cioè: più depuratori si costruiscono per migliorare la qualità del nostro mare, più crescono le tonnellate di fanghi residui e con esse il costo del trasporto e dello smaltimento in un gioco perverso che da un lato aiuta l’ambiente e dall’altro lo danneggia; un sistema che in qualche modo fa risparmiare ma in fondo produce uno spreco che non è neppure prevedibile fino in fondo. Tecnicamente quello che serve a fermare le centinaia di camion che trasportano i fanghi è un impianto di trattamento della cosiddetta «frazione organica», che al momento non è previsto. Ed è peraltro tra i motivi alla base del contenzioso in essere tra la Provincia e la Regione a proposito del piano rifiuti per il Lazio. Nel quale il «caso fanghi» è un dettaglio minimale che, peraltro, si porta dietro un groviglio di interessi legati all’indo tto, ossia lo stoccaggio, il trasporto e infine il trattamento. Realizzare un impianto a Latina equivale a sottrarre contratti al sistema attuale dello smaltimento. Ed è probabilmente uno dei motivi per cui tutto resta immutato. Graziella Di Mambro http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcd/pag04latina.pdf L’assessore e le polemiche politiche Stefanelli: anche io contesto le scelte «NESSUNA divergenza con il Presidente Cusani rispetto al Piano rifiuti regionale». Così l’assessore provinciale all’ambiente prova a smentire le voci che lo davano per esautorato dal suo ruolo in giunta dopo che non era stato presente alla conferenza stampa sul ricorso contro il piano regionale dei rifiuti. «È evidente - dice Stefanelli - che il Piano non fornisce risposte risolutive per la questione dei rifiuti e soprattutto è gravemente carente in ordine alla definizione delle regole di funzionamento degli Ato. Non ho potuto prendere parte alla conferenza stampa del Presidente Cusani per impegni personali inderogabili, ma già martedì prossimo sarò in Commissione a confrontarmi attivamente in merito al ricorso presentato dalla Provincia. Le mancate scelte in tema di rifiuti negli ultimi 15 anni sono da imputare ad una politica che troppo spesso si sottrae dal prendere decisioni strutturali determinanti e di reale impatto rispetto alle esigenze dei territori. Basta guardare alle ultime polemiche di Alemanno su Corcolle e le dimissioni di Pecoraro dall’incarico di commissario per l’emergenza rifiuti. In relazione alle indiscrezioni giornalistiche circa la mia posizione all’interno dell’amministrazione provinciale mi sento di dire che sono tranquillo ed estremamente sereno, anche perché tutti sanno che il mio mandato è sempre stato e sarà a totale disposizione del Presidente Cusani e dell’Udc». «Gli errori di Cusani» Piano regionale, il Pd smonta il ricorso al Tar COME era nelle sue prerogative, il presidente della Provincia ha impugnato (da solo) il piano regionale dei rifiuti. Poteva fare un passaggio preliminare in Consiglio e cercare anche il sostegno dell’opposizione, politicamente avversa all’esecutivo regionale quindi abbordabile. Invece non lo ha fatto. E adesso è arrivata, inevitabile, la stoccata del Pd che in una lunga nota del consigliere provinciale Mauro Visari, scardina non tanto il ricorso quanto il contesto nel quale è maturata la scelta del presidente dell’ente. «La Provincia sul tema dei rifiuti continua a sbagliare. - scrive Visari - Si continua a litigare con gli altri enti coinvolti, si continua ad ipotizzare la costruzione di un termovalorizzatore che non serve, si continuano a fare dichiarazioni di intenti, ma le decisioni non si prendono. Le ultime dichiarazioni di Cusani lasciano perplessi, poiché, a mio avviso rivelano la totale distanza che il Presidente ha dal problema rifiuti così come è vissuto dai cittadini. Su gran parte del territorio provinciale la raccolta differenziata viene fatta poco e male, il servizio costa troppo e l’impatto ambientale è significativo. A Latina, grazie alla Latina Ambiente, si sommano altre questioni, come un servizio di raccolta inefficiente che sporca la città in modo indecente ». Anche Visari come molti altri osservatori e amministratori pur dello stesso partito di Cusani, sottolinea come da un ente importante qual è quello di via Costa ci si aspetti «coordinamento e non litigiosità; la capacità di studiare il fenomeno così come si dipana sulla nostra provincia e saper proporre soluzioni nuove; investimenti per finanziare la costruzione sul territorio di tutti gli impianti intermedi che servono». Sullo sfondo della discussione sempre lo stesso problema: le discariche. «I gestori - ricorda ancora Visari - più volte e dati alla mano hanno fatto sapere che la capacità di ricezione dei rifiuti è piuttosto limitata. Stando a quanto affermato le discariche sarebbero esaurite entro meno di 3 anni. Su questo la Provincia non dice nulla. Vorremmo sapere se per Latina c’è davvero un rischio ‘Napoli’ o si tratta di allarmismo fatto ad arte dalle società per ottenere vantaggi attraverso una gestione emergenziale della raccolta. Le percentuali di raccolta differenziata sono ancora troppo basse. I piccoli Comuni riescono a garantire un buon livello, mentre i centri più grandi appaiono in difficoltà. Il problema è che nessuna soluzione sarà praticabile senza che si realizzi una riduzione consistente del conferimento in discarica. Molti osservatori negli anni hanno segnalato le infiltrazioni del crimine organizzato nel sistema rifiuti su questo territorio. Ciò che mi ha sempre stupito è stata la totale indifferenza della Provincia che non ha mai ritenuto di dover promuovere iniziative tese a rendere questo business e l’e c o no m i a pontina meno permeabili alle infil t r az i o ni , n e m m e n o quando sono sopravvenute inchieste e i n d a g i n i . Credo che ci sia davvero materia a sufficienza per un consiglio provinciale straordinario sui rifiuti e quella sarà la sede opportuna per confrontarsi su tutto e magari decidere insieme cosa fare. Al di là dei proclami». L’affidamento per gli indifferenziati è bloccato. Le richieste Raccolta, bandi in ritardo DOPO l’approvazione del Pef 2012, il piano economico finanziario del servizio rifiuti, le procedure di assegnazione degli appalti per la raccolta degli « in d iff e re n zi ati » fuori dai cassonetti sono rimaste bloccate. Secondo il Pd consiliare, il servizio è sospeso e sta provocando pesanti effetti sul decoro urbano. Pronta l’interreogazione del Pd all’assessore all’ambiente Cirilli. «Si è deciso di affidare il servizio alle cooperative sociali - ha detto Giorgio De Marchis, capogruppo Pd - costerà oltre 300 mila euro come stabilito nel Pef 2012 approvato dalla maggioranza. Siamo convinti che i servizi previsti nel Pef, precedentemente eseguiti dalla Latina Ambiente, vadano affidati nel rispetto delle disposizioni legislative vigenti, ovvero con un bando ad evidenza pubblica. Ricordo che - continua De Marchis - il conferimento della gestione di servizi pubblici locali avviene in favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato sul funzionamento dell’Ue e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità, proprio nel rispetto di questa impostazione sarebbe opportuno che Latina Ambiente procedesse alla definizione del bando nel minor tempo possibile ». Il Pd inolterà nei prossimi giorni una richiesta di parere all'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato in merito all'affidamento dei servizi di igiene urbana previsti nel Pef. http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcd/pag05latina.pdf

discarica Borgo Montello minacce al pm che indaga

Latina, minacce al pm che indaga sulla discarica di Borgo Montello Recapitata al magistrato Giuseppe Miliano una lettera con una pallottola. Proprio la settimana prossima inizierà davanti al Gup l'udienza per diversi reati connessi alla discarica, cui sono legati molti misteri della camorra e un lungo traffico di rifiuti pericolosi di Andrea Palladino | 27 maggio 2012 “Una pallottola costa solo 50 centesimi”. Una minaccia chiara, diretta e preoccupante quella ricevuta nei giorni scorsi dal Pm di Latina Giuseppe Miliano, magistrato che da diversi anni segue i reati ambientali nel sud pontino. Nel suo archivio ha moltissime indagini delicate, soprattutto sul sistema di gestione dei rifiuti nella zona compresa tra il fiume Astura e il Garigliano, fino alle porte con la provincia di Caserta. Sua è la firma sulla richiesta – poi accolta – di custodia cautelare per Romolo Del Balzo, ex presidente della commissione lavori pubblici della Regione Lazio, coinvolto in una gestione più che sospetta dei servizi ambientali a Minturno, che ha portato in carcere un importante imprenditore del settore. E sua è l’inchiesta sulla Terracina Ambiente, il gestore della monnezza che vede tra i soci il gruppo Colucci, principale azienda attiva nella raccolta e gestione dei rifiuti in provincia di Latina. Il fascicolo più delicato riguarda, però, la collina di veleni e misteri al confine con il comune di Nettuno, Borgo Montello. Una discarica nata negli anni ’70 come una semplice buca dove finivano i sacchetti di immondizia di Latina, divenuta oggi il secondo invaso della regione Lazio, diviso a metà tra la Ind.eco (Gruppo Grossi di Milano) e la Ecoambiente (azienda mista con all’interno il comune di Latina, la Unendo di Colucci e il gruppo dell’avvocato Manlio Cerroni). Martedì prossimo inizierà davanti al Gup l’udienza per decidere il rinvio a giudizio di diversi manager e direttori di Ecoambiente, indagati dal pm Giuseppe Miliano per avvelenamento delle falde acquifere. Un processo chiave, che dovrà ricostruire una parte della storia di questo piccolo borgo di 3000 abitanti, dove nel 1995 don Cesare Boschin, il parroco in prima fila nella lotta contro la discarica, venne trovato incaprettato nella sua canonica. Fu un omicidio rimasto senza colpevoli e senza una verità, che ancora oggi rappresenta un vero mistero. Solo due mesi fa un giornalista di una testata locale, La Provincia, aveva chiesto di poter consultare il fascicolo chiuso in archivio tra i casi irrisolti e senza neanche un sospettato. Nulla da fare, il procuratore di Latina Andrea De Gasperis - noto per aver condotto le prime indagini sulla morte di Ilaria Alpi – ha negato l’accesso. E’ una procura di frontiera quella dove lavora il Pm Giuseppe Miliano. Mentre apriva la lettera con le minacce, a Borgo Montello le ruspe iniziavano a scavare il vecchio sito S0, alla ricerca dei fusti tossici. Un collaboratore di giustizia dei casalesi - Carmine Schiavone - fin dal 1996 aveva raccontato che quella discarica, negli anni ’80, era zona loro. Decine di “soldati” pagati all’epoca 3 milioni di lire presidiavano il territorio, dal Garigliano fino alle porte di Roma. Nomi mai usciti fuori, indagini condotte con grandi difficoltà dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma che hanno portato alla scoperta di quel cartello attivo nella città di Fondi guidato dai fratelli Tripodo, recentemente condannati come esponenti della ‘ndrangheta in provincia di Latina. Gruppi criminali cresciuti negli ultimi trent’anni grazie ad un’alleanza – confermata da diverse sentenze – stretta con i casalesi. Tra gli affari più redditizi – ricordava Schiavone – c’erano i rifiuti e quella collina di Borgo Montello, dove alcuni esponenti incensurati e insospettabili della famiglia Schiavone di Casal di Principe acquistarono delle terre, vendute recentemente al gruppo Ind.eco, pronto a sfruttarle per ampliare gli impianti di trattamento dei rifiuti. Mentre la discarica cresceva i viaggi dei camion sospetti continuavano. Gli abitanti ancora oggi ricordano la meticolosità di don Cesare Boschin nell’annotare quello che accadeva. Ogni domenica andava a visitare le famiglie dei coloni veneti che contornano la discarica, vendendo le copie di Famiglia cristiana. E ascoltava. Le donne gli raccontavano con preoccupazione di viaggi realizzati dai figli verso la Toscana e l’Emilia Romagna, alla guida di camion che tornavano carichi di bidoni. I cacciatori ancora oggi hanno davanti agli occhi le montagne di rifiuti farmaceutici che incontravano attorno all’invaso ufficiale dove finiva la monnezza della provincia di Latina. Racconti che sono stati puntualmente riscontrati dalle analisi che il Pm Giuseppe Miliano e l’Arpa Lazio hanno realizzato negli ultimi due anni nella zona di Borgo Montello, scoprendo quei veleni di origine industriale che hanno contaminato le falde acquifere. Sulle minacce al magistrato di Latina c’è il massimo riserbo. Nessun commento è trapelato dalla Procura, nessuna pista sembra per ora prevalere. Ma un segnale inquietante ed importante per quella terra di ‘ndrangheta e camorra chiamata provincia di Latina, alle porte della capitale. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/27/latina-minacce-miliano-responsabile-dellinchiesta-borgo-montello/242979/ Ti potrebbero interessare anche + Borgo Montello, la discarica incubo di Latina “Gestita” in passato da Gom... http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/20/borgo-montello-la-discarica-incubo-di-latina-gestita-in-passato-da-gomorra/158669/ + Latina, devastato il villaggio della legalità fondato da Libera http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/22/latina-devastato-il-villaggio-della-legalita-fondato-da-libera/165677/ + Roma 2020, ombre su commissione olimpica “L’imprenditore dei boss” sarà p... + Truffa aggravata alla Sisas di Pioltello Gli scarti tossici venivano decl... + Fondi provincia di ‘ndrangheta, nella sentenza tutti gli affari e i rapport... http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/fondi-provincia-ndrangheta-nella-sentenza-affari-rapporti-politica/178953/

Pontinia contro l'ignoranza a la speculazione promuoviamo i Gricilli luogo del cuore

La questione della discarica di Corcolle nelle vicinanze di Villa Adriana è l'esempio che quando cultura, informazione, storia vengono difese e valorizzate i progetti frutto solo della speculazione (in certi casi anche il malaffare) che vogliono distruggere storia e cultura, economia, posti di lavoro, salute e ambiente vengono respinti. Ma è un esempio che dovrebbe insegnare qualcosa alla bistrattata provincia di Latina e a Pontinia. Dagli anni '80 propongo iniziative, progetti, finanziamenti per coniugare posti di lavoro (20 fissi + 20 stagionali) con la tutela, valorizzazione, salvaguardia del patrimonio unico rappresentato dai Laghi del Vescovo, Gricilli, sorgente Fontana di Muro, la vasca di espansione, l'Ufente. Per questo ripropongo ad ogni edizione dei Luoghi del Cuore del Fai questo sito http://www.iluoghidelcuore.it/laghi-dei-gricilli-o-del-vescovo. L'ignoranza degli amministratori, la loro scarsa attenzione dimostrata nel passato viene leggermente attenuata dall'adesione al progetto e al finanziamento della via dei Laghi. Ma è ancora poco. Basta chiedere ai cittadini di Pontinia, a quanti conoscono le caratteristiche (o addirittura l'esistenza) di questo sito. Una maggiore conoscenza avrebbe, forse, salvato i poderi (e una parte del paesaggio della bonifica) dalle mire speculative. Invece Pontinia è il comune delle occasioni perse, dei progetti scomparsi, degli annunci dimenticati. Oggi su un quotidiano locale c'è una lucida analisi: http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/120527latina/index.html#/26/ "crisi che paga in particolar modo .. il centrodestra" "anche se pure il centrosinistra ...impiegati come sono ad asserragliarsi sempre di più nel palazzo comunale, circondati da avvocati che cercano anche il più insignificante cavillo... il contatto con la cittadinanza sembra essersi perso irrimediabilmente...". L'unico argomento politico è quello contabile e giudiziario. Dove regna, tanto per cambiare, la solita crassa ignoranza. Altrimenti non si spiegherebbe il dissesto inesistente (secondo la Corte dei Conti nel 2005, il Ministero dell'Interno, 2 sentenze del TAR che entrano nel merito contabile) giustificato dal Consiglio di Stato con ripetuti errori (di metodo o di calcolo) dell'amministrazione di destra che le aveva decretato. Il Consiglio di Stato afferma che se è frutto di ripetuti errori non è annullabile a meno che non ci sia una sentenza che evidenzi il dolo penale. Magari quello su cui indaga la Procura per presente false richieste di rimborso e risarcimento proprio per avvalorare il dissesto. Ma non mi interessa perseguire i colpevoli (o gli incapaci) anche se questo era l'invito esplicito del Consiglio di Stato. Mi interessa la politica del fare, del condividere, del crescere, dell'evoluzione, della modernizzazione. Per questo propongo oltre alla valorizzazione dei Gricilli, l'agricoltura di qualità, legata alla cultura, alla storia alla socializzazione, alla gestione diretta dell'acqua pubblica (che farebbe risparmiare i cittadini, aumentare i posti di lavoro, migliorare il servizio), la differenziata vera (altri posti di lavoro, risparmi per i cittadini, nuove materie prime recuperate, miglioramento ambientale, nuove aziende). Ma a Pontinia sotto i colpi della speculazione non scompaiono solo i poderi, la zona agricola per fare posto alla speculazione di 10 mila mc mascherati da campi da golf, ma anche la Sep (nessuno ne parla più secondo la logica pontiniana), il mega centro commerciale quello dell'investimento di 80 milioni di euro, 350 posti di lavoro. E dove sono finiti gli oltre 10 milioni di euro di investimento nel consorzio industriale nell'area di Mazzocchio? E i fanghi sull'Ufente di cui il parlamento ha chiesto 4 volte notizie inutilmente? E il progetto di riqualificazione dell'ex Hilme? Tutto sparito come le rotatorie di Borgo Pasubio e Casal Traiano? C'è proprio la necessità a Pontinia della politica del fare abbandonando e seppellendo quella delle denunce, delle procure, della corte dei conti che i cittadini interpretano come lotta di potere. Come scrive il Giornalista: "crisi che paga in particolar modo .. il centrodestra" "anche se pure il centrosinistra ...impiegati come sono ad asserragliarsi sempre di più nel palazzo comunale, circondati da avvocati che cercano anche il più insignificante cavillo... il contatto con la cittadinanza sembra essersi perso irrimediabilmente...".

Pontinia: politici e Trasco 8 anni di tensioni e di tempo perso

http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/120527latina/index.html#/26/ Tratto dall'articolo di oggi di Graziano Lanzidei su La Provincia "crisi che paga in particolar modo .. il centrodestra" "anche se pure il centrosinistra ...impiegati come sono ad asserragliarsi sempre di più nel palazzo comunale, circondati da avvocati che cercano anche il più insignificante cavillo... il contatto con la cittadinanza sembra essersi perso irrimediabilmente..." Questo era il mio comunicato dopo aver letto la determinazione per i ruoli coattivi riportata sotto: Nuovo atto di questa politica del gioco al massacro. Degli attacchi e ritorsioni personali. A chi giova questo terrorismo, questa cultura della paura? perché dividere e distruggere? Pensavo, penso che la politica sia favorire la convivenza, migliorare la qualità della vita, socializzazione, collaborazione. La ricerca di ciò che ci unisce non di ciò che ci divide. Credevo fosse un obiettivo sentirsi solidali, per qualcuno italiani, laziali, pontini, pontiniani, patrioti, cittadini. Comunque umani. Pontinia ha bisogni di progetti condivisi, per la difesa della famiglia, delle classi sociali più deboli, per la ricerca, costruzione, difesa del posto di lavoro. Perché si continua invece questa guerra? a chi giova? Il dissesto è stato dichiarato inesistente del ministero dell'interno (quando ancora era retto dalla destra, la stessa coalizione espressione di quella incomprensibile e scomparsa prematuramente a Pontinia), giustificato da ripetuti errori (di calcolo o di metodo) dell'amministrazione. Perchè ancora si persevera su questi errori? Giorgio Libralato DETERMINAZIONE COMUNE DI PONTINIA DEL 24-05-2012 N.69 Oggetto: Approvazione ruoli coattivi a seguito di sentenza di condanna Corte dei Conti 402/2011 IL RESPONSABILE DEL SETTORE CONSIDERATA la sentenza esecutiva della Corte dei Conti Sez. Prima Centr. 402/2011 con la quale diversi ex amministratori dell’Ente sono stati condannati al risarcimento nei confronti dell’Ente stesso per danno erariale con individuazione delle somme dovute nella stessa sentenza e successiva richiesta da parte della Corte dei Conti di individuare un responsabile del procedimento in grado di curare il recupero delle somme dovute; VISTO che tali soggetti, nonostante le richieste di definizione del recupero, non hanno manifestato alcuna volontà finalizzata al versamento volontario delle somme dovute, legittimando da parte del responsabile del procedimento l’avvio della procedurali riscossione coattiva a mezzo ruolo; DATO ATTO che per la riscossione coattiva della sentenza sopra indicata è stata elaborata la minuta di ruolo, successivamente inviata all’agente della riscossione mediante la procedura telematica; RITENUTA necessaria l’approvazione del ruolo relativo alle somme indicate nel seguente elenco: Prot. RUW/120023004/RUOR9420 Numero ruolo Numero articoli Ammontare Descrizione 2012/003289 1 207.587,00 Risarcimento danno 1 2.611,89 Interessi 1 1.035,28 Spese Totale parziale 211.234,17 2012/003564 3 276.782,00 Risarcimento danno 3 3.482,50 Interessi 3 1.380,38 Spese Totale parziale 281.644,88 Totale complessivo 492.879,05 VISTI · Il DPR 24 giugno 1998 n. 260 · Il DPR 28 gennaio 1988 n. 43 · Il D.Lgs. 15 settembre 1997 n. 446 · Il D.Lgs 18 Agosto 2000 n. 267 DETERMINA DI APPROVARE e rendere esecutivo per i motivi rappresentati in premessa i ruoli sopra indicati; La presente determinazione sarà pubblicata all’Albo Pretorio on-line del Comune ed inserita nella raccolta di cui all’Art. 183 comma 9 del D.Lgs 18 Agosto 2000 n.267 e ss.mm.ii.. VISTO PER REGOLARITÀ TECNICA VISTO: PER LA REGOLARITÀ CONTABILE E COPERTURA FINANZIARIA Il Responsabile del Settore Il Responsabile del Settore Finanziario F.to DOTT. LICCI SIMONE F.to DOTT. LICCI SIMONE

sabato 26 maggio 2012

Laghi dei Gricilli Pontinia segnala il luogo del cuore

E' l'unico sito SIC - ZPS del comune di Pontinia E' inserito nell'elenco della Regione Lazio dei posti da visitare in gita per le scuole medie E' un posto importante per la flora e la fauna e per le particolari condizioni pre bonifica E' minacciato dall'ignoranza e dalla scarsa attenzione Contribuisci a segnalarlo per valorizzarlo http://www.iluoghidelcuore.it/laghi-dei-gricilli-o-del-vescovo

discarica Borgo Montello i cittadini parte civile contro inquinamento falde

Il comitato per l’Acqua pulita ha raccolto centinaia di firme: parte la class action Un fronte anti inquinamento Il gruppo chiederà al Gup di essere ammesso come parte civile nel processo HANNO raccolto centinaia di firme di adesione al comitato civico «Acqua pulita» e adesso sono pronti per dare il via alla class action con la quale intendono rivendicare il diritto al risarcimento per i danni ambientali provocati dall’in qu inamento delle falde acquifere che scorrono sotto il sito di via Monfalcone che ospita le discariche dei rifiuti. Il comitato, sostenuto dall’ass oc iaz i o n e I l P a t t o - Fondazione Colombo, sarà presente martedì prossimo 30 maggio all’udienza preliminare contro gli amministratori di una delle discariche di borgo Montello, e chiederà di essere ammesso come parte civile nel processo per l’ipotesi di inquinamento ambientale. «Si tratta di un reato plurioffensivo, che mette a repentaglio la salute pubblica, e pertanto riteniamo che il Tribunale vorrà concederci l’ammissione alla costituzione come parte civile - spiega Luciano Proietti, presidente del comitato Acqua pulita - La nostra iniziativa vuole essere un segnale per l’intera collettività pontina che ha il diritto di autotutelarsi sul fronte della salute e contro la cattiva amministrazione ». Proietti non fa sconti al Comune di Latina, che nella veste di socio di una delle imprese che gestiscono le discariche di via Monfalcone, avrebbe dovuto intervenire già a suo tempo per garantire l’incolumità e la salute dei cittadini, oltre che salvaguardare una zona di pregio ambientale come è la valle dell’Astura. «Il numero delle sottoscrizioni e delle adesioni alla nostra class action testimonia la voglia di partecipazione diretta dei cittadini alle questioni più serie che investono la comunità - aggiunge Luciano Proietti - E’ per questo che auspico che l’amministrazione municipale dia un segnale forte, ponendo una rinnovata attenzione alle problematiche legate alla gestione dei rifiuti e all’inquinamento delle falde acquifere. Potrebbe farlo ripristinando i giusti perimetri delle cosiddette zone rossa e verde, ormai datati e non più adeguati alla crescita della discarica, in modo tale che le famiglie dei residenti della zona possano godere delle previste esenzioni o riduzioni della tariffa Tia». http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcc/pag05latina.pdf

rifiuti provincia Latina: le contraddizioni di Cusani

«Il ciclo delle acque è un modello nazionale». Ma in negativo Le contraddizioni Una serie di citazioni del presidente non reggono, ecco perché NEL corso della conferenza stampa il presidente Cusani ha anche fatto una serie di affermazioni afferenti la politica e il ciclo delle acque, oltre che i rifiuti. E di queste, gran parte non corrisponde ai fatti né alle scelte operate dalla Provincia medesima negli ultimi anni. Proviamo a farne un elenco di sicuro incompleto. «... il ciclo delle acque e la sua gestione in provincia di Latina costituiscono un modello...» La gestione del servizio idrico della provincia di Latina ha dato vita ad un dibattito ampio e asperrimo dal quale si è dipanato il referendum del 2011 sul ritorno alla gestione pubblica dopo il «pessimo» esempio privatistico dell’Ato di Latina. «... il piano regionale dei rifiuti è illegittimo anche perché consente di creare discariche di rifiuti non pericolosi in aree incluse in Natura 2000, tipo le zps...» Contro la istituzione delle zps (zone a protezione speciale) l’amministra - zione provinciale di Latina ha presentato ricorso chiedendone l’abolizione; invocarle adesso in funzione del ricorso contro il piano rifiuti è perlomeno curioso. «...in questi anni è stato detto che la Provincia di Latina vuole un termovalorizzatore, chi lo ha detto e scritto ha detto una cosa falsa...» Ancora in queste ore l’amministra - zione provinciale di Latina, nel proporre il ricorso, vuole dare esecutività al suo piano dei rifiuti che prevede, appunto, un impianto di trattamento di nuova tecnologia pur in previsione di una riduzione pari a zero del rifiuto. Tutte le alternative, ossia la costruzione degli impianti di trattamento meccanico biologico sono state bloccate da ricorsi dell’amministrazione provinciale. «.... gli impianti di trattamento devono essere di prossimità, ossia il più vicino possibile al luogo di produzione dei rifiuti; lo dice l’Unione Europea e in questo piano è un parametro che non viene rispettato...» Tutti i Comuni del sud pontino (tranne Formia) sono inseriti dal piano regionale nell’ambito che conferisce i rifiuti nell’impianto esistente di San Vittore del Lazio (Frosinone) che dista dall’area del sud pontino tra i 20 e i 25 chilometri (la discarica di Montello ne dista 90 ed è quella l’area di un possibile altro impianto, pur più moderno). «... In un piano regionale fatto bene, con un impianto adeguato chi ha detto che non vogliamo accogliere anche i rifiuti di Roma o delle altre Regioni? Potrebbe essere addirittura un indotto economico...» E’ questa la prova migliore che (forse) un altro impianto di valorizzazione non serve; non ci sarebbero rifiuti a sufficienza in provincia di Latina per alimentarlo. E’ esattamente ciò che succede già a San Vittore del Lazio: il termovalorizzatore brucia al di sotto della sua potenza perché non ha materiale e potrebbe accogliere altri rifiuti, compresi quelli di Latina. «... questo ricorso non è un atto contro la presidente Polverini, so che domani si dirà : ‘Cusani contro Po l ve r i n i ’, non è questo; il nostro è un atto dovuto...» Il presidente della Provincia di Latina e il Governatore del Lazio non presenziano cerimonie comuni da oltre un anno e nessuna decisione della Regione viene giudicata positivamente in via Costa, dai fondi per il sociale, ai piani turistici, ai vincoli per i parchi. Il ricorso inerente la gestione dei rifiuti in effetti è solo un dettaglio. G. D. M. http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcc/pag03latina.pdf

discarica Corcolle per adesso Villa Adriana è salva, scempio dei beni culturali evitato

IFIUTI, RITIRATA TECNICA VILLA ADRIANA È SALVA Il governo rinuncia alla discarica di Corcolle e “licenzia” il prefetto Giuseppe Pecoraro. Settis: “Ma sui Beni culturali siamo allo sfascio” La decisione di Monti dopo un mini vertice a Palazzo Chigi. “Il Paese non capirebbe”. Il premier recepisce le crescenti proteste di cui è stato portavoce Celentano ieri sul Fatto Il Fatto quotidiano 26 maggio 2012 Ha vinto la civiltà di Antonio Padellaro Davanti alla sciagurata decisione di aprire una discarica di rifiuti accanto a Villa Adriana, patrimonio dell’Umanità, c’era - vamo appellati alla sensibilità civile e istituzionale di Monti e dei suoi ministri. Non è possibile, scrivevamo, che personalità europee, illustri cattedratici e gran commis dello Stato si comportino come quei politicanti da quattro soldi che hanno ridotto l’Italia in brandelli. Infatti, con una decisione che fa onore a questo governo, Villa Adriana è stata salvata dallo stupro organizzato a cura delle solite cricche affaristiche con buoni addentellati nella Pubblica amministrazione. Una volta tanto è la civiltà che sconfigge la barbarie. Ciò non avviene per caso ma per la combinazione positiva di due fondamentali fattori di dem o c ra z i a . Prima di tutto c’è la pressione esercitata da un giornalismo libero che non ha timore di disturbare il manovratore. Lo rivendichiamo con orgoglio noi del Fatto Quotidiano che alle prime notizie sullo scempio che si stava perpetrando non abbiamo perso tempo. Le nostre inchieste sulla discarica di Corcolle che già “p u z z ava ” (e non solo a causa dell’immondizia), unite alla sollevazione dei nostri lettori, cui ha dato voce forte e chiara (è il caso di dirlo) Adriano Celentano, hanno agito da detonatore. Si chiama opinione pubblica: quando si fa sentire e ottiene il giusto la democrazia è più forte. Oggi possiamo dirlo con orgoglio. Tuttavia, la pressione della libera stampa non sarebbe stata sufficiente senza un governo capace di riflettere e di cambiare strada. Monti e alcuni ministri hanno probabilmente capito che la scelta iniziale era condizionata da valutazioni parziali e orientate non verso il bene collettivo, ma a favore di interessi privati anche oscuri. Conseguenza inevitabile, le dimissioni del prefetto di Roma Pecoraro responsabile del malsano progetto, assieme al presidente della Regione Lazio Polverini non nuova a imprese del genere. Un cambiamento di rotta che con il governo precedente, ne siamo certi, non sarebbe accaduto. Oggi possiamo dirlo con maggior fiducia: qualcosa sta cambiando. Il nuovo commissario tra immondizia e razze equine Goffredo Sottile, il nuovo commissario per i rifiuti del Lazio, con l’immondizia ha già avuto a che fare, essendo stato commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Calabria. Romano, classe 1940, ha intrapreso la carriera prefettizia nel 1969. Un uomo di lungo corso, che ha prestato servizio presso le Prefetture di Nuoro, Frosinone (Capo di Gabinetto) e a Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, in qualità di Capo della Segreteria Tecnica del sottosegretario delegato ai Servizi di Informazione, e il ministero dell’Interno, dove, in ultimo, fino alla nomina a Prefetto, ha svolto le funzioni di vicecapo di Gabinetto e, per molti anni, quella di Segretario del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Nel 2007, su proposta dell’allora ministro Paolo De Castro, fu nominato presidente dell’Unire , Unione nazionale per l’incremento delle razze equine. La sua voglia di trasparenza e pulizia non gli ha portato molti consensi. Lo scorso anno è stato anche vicepresidente generale del Club Alpino italiano. VILLA ADRIANA È SALVA Il governo rinuncia alla discarica a Corcolle Prefetto costretto alle dimissioni da Commissario di Malcom Pagani Per somigliare definitivamente a Gianni Letta, il sottosegretario Antonio Catricalà dovrà studiare a lungo. Il primo vero esame affaristico-politico dell’e ra tecnica lo boccia inesorabilmente e, in un’afosa mattina romana di inizio estate, trascina a fondo la fredda logica della devastazione del patrimonio artistico. Villa Adriana è salva. La discarica di Corcolle non si farà. Il commissario straordinario Giuseppe Pecoraro vede il mondo ribaltarsi in una notte. Da padroncino dell’emergenza rifiuti a rifiuto da licenziare in tronco con lo struggente espediente delle dimissioni su richiesta, a sole 48 ore dalla fiducia governati va . SOSTITUITO da Goffredo Sottile, il grande amico di Luigi Bisignani ha il profilo sgualcito di un uomo che perde due partite in un sol colpo. Aveva affidato la consulenza sulla cava nei pressi di Tivoli a un vecchio amico di famiglia e al suo consulente. Sognava di diventare Capo della Polizia. Rimarrà invece, fino alla prevista sostituzione, Prefetto di Roma. Intorno alla sua figura obliqua, volano stracci e insulti (“ir responsa bile”) tra Renata Polverini e Gianni Alemanno. Il sindaco, convinto teorico della giravolta in corso d’opera, tira in ballo la Provincia: “La competenza per individuare le aree idonee o non idonee allo smaltimento di rifiuti è sua” e Zingaretti, lesto, risponde parlando di “stop alle discariche” e guarda lo spettacolo dall’uscio, come è di moda, a propria insaputa: “Non è vero. Non c’entriamo nulla”. Ieri mattina, facendo slittare il previsto Cdm di 40 minuti, nello studio privato del premier a Palazzo Chigi si è svolto un prevertice. Cinque personaggi in cerca d’autore. Facce tirate. Gelo. Il titolare dell’Ambiente Clini, reduce dal Brasile, quello dell’Interno Cancellieri, Monti, Ornaghi e il sottosegretario Catricalà, uno degli sponsor dello scempio. Incredulo. Teso. Il premier, di pessimo umore per la sottovalutazione complessiva dell’intera vicenda, aveva trascorso il pomeriggio precedente ad ascoltare lo sdegno di un altro presidente, quello onorario del Fai, l’amica quasi novantenne Giulia Maria Mozzoni Crespi. La fondatrice del Fondo ambiente italiano, una donna che dopo aver guidato giganti dell’editoria, si occupa di tutela dei capolavori dal 1975, avrebbe ricordato a Monti la sua recente presenza nel Cda della creatura nata per impedire orrori e saccheggi e chiesto “saggezza e dignità”. Monti l’ha ascoltata. Poi ha fatto lo stesso con Anna Maria Cancellieri, combattiva: “Pe - coraro è stanco, va immediatamente sostituito” e impegnata a descrivere i contraccolpi anche mediatici che un’accentuata insistenza governativa avrebbe fatto deflagrare: “I giornali ci descrivono per quelli che non siamo. Il Paese non capirebbe. Dobbiamo fermarci”. Poi, dopo aver registrato la contrarietà di Catricalà al passo indietro: “Mi adeguo, ma è un manifesto di debolezza”, è stata la volta di Clini e Ornaghi. Il primo, laconico, ha ricordato l’opposizione formale del suo ministero . IL SECONDO, messo di fronte a un dilemma amletico, ha scelto, per una volta, di essere. “Se andiamo avanti, rimetto oggi stesso il mandato”. Un’opzione coraggiosa, una di quelle curve annunciate da cui fuggire è impossibile. Con le dimissioni del rettore della Cattolica sul tavolo e lo spettro di una minicrisi di governo, Monti, concentrato per l’intera assise, si è deciso. Incarico di commissario straordinario conferito al Prefetto Sottile per cercare rapidamente un nuovo sito che sostituisca Malagrotta (Quadro Alto, Riano, è il preferito di Clini ma in corsa c’è anche il vicino Pian dell’Olmo) e rapido passaggio collegiale in Consiglio dei ministri per esporre la sindone di Clini e Ornaghi e il “sacr ificio” di Pecoraro. Nel pomeriggio, dopo mesi di critiche aspre, mentre Clini ammetteva l’addio ufficiale al progetto: “Direi di sì”, Ornaghi ha assaporato la revanche. Il salvataggio di Villa Adriana gli vale il plauso di mezzo arco costituzionale, compreso quello del nemico di ieri, l’archeologo Carandini, in prima fila nel pomeriggio con Veltroni e mezzo Pd al “Teatro dei Ser vi”. Ornaghi, comprensibilmente retorico, incassa senza esagerare. Ma è raggiante: “Qui non ci sono né vincitori né vinti. Hanno prevalso ragionevolezza e buon senso. L’unica trionfatrice è la cultura”. L’altra faccia della luna è l’ovale di Renata Polverini. Il governatore non si aspettava un finale del genere. Su Corcolle e sul suo indotto, lavorativo ed elettorale, aveva puntato moltissimo un rilevante segmento di centrodestra laziale. Polverini non si dà pace e prima difende Pecoraro: “Ha subìto un’aggressione assolutamente ver gognosa” poi rende, anche plasticamente, la decomposizione in corso nel fu Pdl. IL BERSAGLIO è l’antico sodale Gianni Alemanno, prima favorevole e poi contrario alla discarica: “Rimettiamo al Sindaco e al consiglio comunale le loro competenze”. Tradotto: trovino rapidamente il sito perché – si rivela Renata – minacciando: “Non sono disponibile a firmare la proroga di Malagrotta e soprattutto” le sfugge in un lampo rivelatorio: “Non sono disposta ad andare verso una soluzione che mantenga un monopolio privato in questa città”. Allora, a guardare oltre capitelli, profili, colonne e appelli, si trattava di questo. La discarica era un affare. Corcolle un nome privo di senso. Bisognava indebolire Manlio Cerroni, il paperone dell’immondizia dal cuore cattocomunista. Togliergli un potere incalcolabile. Ridistribuire, non solo geograficamente, il prodotto di un’equazione. Di un paradosso della modernità precipitato in duemila anni di storia. Ciò che mangiamo. Chi fa sparire i resti. Quanto costa il disturbo. Sopra Roma volano i gabbiani. Fino a ieri vigilavano gli avvoltoi. SCEMPIO EVITATO “Ma sui Beni culturali siamo allo sbando” “Ora paghiamo i tagli voluti da Berlusconi Il ministro Ornaghi si è fatto notare per la sua assenza” Alessandro Ferrucci P rofessore Salvatore Settis, ci spiega l’impor tanza di Villa Adriana? È uno dei siti archeologici più importanti al mondo: la Villa privata di un Imperatore molto particolare. Da che punto di vista? Adriano era un architetto, un uomo colto, amante della cultura greca. Le fonti ci rivelano che lui stesso progettava. E la Villa era una residenza arredata in modo straordinario: le sue statue e i suoi mosaici sono nei grandi musei del mondo, da quando si è iniziato a scavare nel ’600. Poi c’era un’i n t e gra z i one straordinaria con il paesaggio, che negli ultimi anni è andata progressivamente persa a causa dell’incuria e dei pochi fondi. Oltre al calo dei visitatori nonostante il bollino Unesco. Magari questa storia ha portato nuova notorietà alla Villa... Sarebbe bello, ma lo Stato deve tornare a curarla come merita, stiamo pagando il taglio ai Beni culturali voluto da Berlusconi nel 2008. Oltre un miliardo... Di più: ci avviciniamo al miliardo e mezzo di euro. E ora si iniziano a vedere gli effetti di una politica del genere. Perché solo adesso? Semplice: progressivamente stanno terminando i fondi già programmati e stanziati. L’incuria di Villa Adriana è il corrispettivo esatto dei crolli di Pompei o della Domus Aurea a Roma. Ma in Italia abbiamo anche altre situazioni p re o c c u p a n t i . Come la Cappella degli Scrovegni a Padova. Un caso clamoroso! Lì gli affreschi di Giotto, incunabolo di tutta la pittura occidentale europea, sono in pericolo. A pochissima distanza hanno iniziato a scavare le fondamenta per realizzare due torri enormi, quando in tutta la zona incide una falda acquifera che già penetra nei sotterranei della Cappella. Il ministro Ornaghi è inter venuto? Totalmente assente. C’è qualche timida iniziativa della Soprintendenza locale, niente più. Possibile? Purtroppo è così. In compenso il sindaco di Firenze, Renzi, ha dichiarato che Ornaghi andrà a Palazzo Vecchio per visitare quei buchi orribili sugli affreschi di Vasari. Vogliono cercare un Leonardo che non c’è. A questo punto le chiedo un giudizio generale sul tecnico Ornaghi. Premesso: non è un tecnico dei Beni culturali e questo lui lo sa benissimo. Per fortuna nel caso di Corcolle si è fatto sentire, aiutato dall’inter vento del ministro Clini. Spero vivamente che l’episodio segni una svolta nel suo impegno al Mibac. Per adesso sembra aver avuto pochissima voglia di fare il ministro. Però ha trovato il tempo per commissariare il Maxxi a Roma. Lasciamo perdere. Pensi: in quel caso ha defenestrato uno dei migliori funzionari italiani, Pio Baldi, in un altro ha legittimato Marino Massimo De Caro, mercante di libri, sospettato di furti, a dirigere la biblioteca Girolamini. Lei prima ha nominato Clini. Il ministro dell’A mbiente, assieme a Ornaghi, si è occupato di “i nchini” dopo la tragedia della Concordia. A Venezia le navi da crociera entrano ancora. Il governo dopo essersi stracciato le vesti per il disastro del Giglio, ha trovato una soluzione: le grandi navi non si possono avvicinare a meno di 400 metri dalla costa, con l’eccezione di Venezia. Quindi, il luogo più delicato d’Italia non è tutelato. Magari non c’è pericolo... A marzo ero a Venezia quando una di queste navi ha rotto gli ormeggi. Per fortuna sono intervenuti due rimorchiatori che erano nei paraggi. Forse per risolvere il problema aspettano un incidente. Quando è all’estero, qual è l’aspetto che più la colpisce. Cosa vorrebbe impor tare? Al Louvre o al Prado gente come De Caro non sarebbe mai entrata. Da noi non si ragiona per competenze, ma per amicizie. Eppure Ornaghi non sente l’esigenza di scusarsi. Almeno il suo predecessore, Galan, ha ammesso di averlo preso su consiglio di Dell’Utr i “Abbiamo fermato i barbari del Terzo millennio” I COMITATI RILANCIANO: “NE S SUN’ALTRA CAVA, SERVE UN PIANO SERIO PER I RIFIUTI DEL LAZIO” “Grazie a chi si è schierato con noi: Franca Valeri, Antonio P a d e l l a ro , Sabina Guzzanti e gli altri” di Nello Trocchia Nei pressi della Villa campeggia una scritta: “Adriano scatena l'inferno”. Una invocazione, una preghiera laica impressa su uno striscione per scongiurare l'incubo pattumiera. Sotto un cuore diventato il simbolo della protesta anti-discarica. Protesta pacifica che ha attraversato l'oceano con le petizioni firmate da docenti e presidi di facoltà internazionali. “Il mondo ha sollevato un bel vallo – ricorda il musicista e attivista anti-discarica Alberto Marchetti – come quello che aveva fatto Adriano per fermare i barbari, noi abbiamo fermato i barbari del Terzo millennio”. Dopo 7 mesi la battaglia è vinta, i comitati si ritrovano nel primo pomeriggio per festeggiare davanti alla Villa Adriana che ormai è salva. Il nuovo sito previsto per il dopo Malagrotta, il mega invaso che serve Roma da 30 anni, non sarà realizzato a 700 metri dalla zona di rispetto della residenza dell'imperatore Adriano. La notizia arriva a metà mattina: il Consiglio dei ministri ha detto no alla discarica in zona Corcolle, al confine tra Roma e Tivoli, il prefetto Giuseppe Pecoraro si è dimesso da commissario per l'emergenza. Parte un tam-tam di messaggi tra i componenti del comitato che fin dall'inizio si sono mobilitati in difesa del sito, patrimonio dell'Unesco. “Ieri il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi – r icorda Gianni Innocenti, comitato anti-discarica – è venuto a Corcolle, quello che non ha fatto il commissario Pecoraro. Ornaghi si è reso conto che da Villa Adriana si vedeva la parete della cava dove sarebbe sorta la discarica. Così ha vinto il buon senso”. AL BRINDISI di metà pomeriggio arrivano tutti. I comitati mettono in fila le personalità del mondo della cultura e del cinema che si sono spesi per la villa: “Franca Valeri, Sabina Guzzanti, Philippe Daverio, Antonio Padellaro, Urbano Barberini”. I turisti e le scolaresche guardano divertiti i festeggiamenti. Gabriella Cinelli gestisce il ristorante di famiglia di fronte alla villa, prende emozionata il libro dei ricordi. “Ha vinto la memoria. Villa Adriana ha sorpreso gli intellettuali del mondo della cultura. In questo volume ho conservato le firme dei grandi da Fellini a Togliatti, da Mastroianni a Bergman”. Una vittoria che è anche una dedica racchiusa nei versi di Adriano: Animula, vagula, blandula, piccola anima smarrita e soave. “L'idea folle di Pecoraro – conclude Gabriella – se realizzata, avrebbe sconfitto la nostra anima”. E c'è chi evoca una staffetta culturale in difesa del sito, patrimonio dell'Unesco. “Abitavo nella villa – ricorda Tito – mio padre era custode, ricordo la battaglia condotta negli anni Sessanta per salvare la residenza dell'imperatore. Quando mi hanno detto che volevano fare la discarica ho pensato che la storia si ripete”. Vittorina è una professoressa in pensione, insegnava italiano e latino al liceo: “È stato evitato uno sfregio. Abbiamo festeggiato alla notizia delle dimissioni di Giuseppe Pecoraro”. Il prefetto che esce sconfitto così come la governatrice del Lazio Renata Polverini che aveva difeso la scelta di Corcolle. Un brindisi che è anche consape volezza. I RIFIUTI prodotti dalla città di Roma ora dovranno trovare un altro buco e si sono persi sette mesi inseguendo siti inidonei, mentre la raccolta differenziata, nella capitale, è ferma al 25 per cento. La legge prevede che si raggiunga il 65 per cento entro il dicembre di quest'anno. Sono circa due mila le tonnellate che ogni giorno finiscono in discarica senza alcun trattamento in violazione della normativa vigente. “Non è sufficiente – r icorda Gianni Innocenti – s a l va re Corcolle e condannare un'altra cava. Fino a quando non ci sarà un piano serio dei rifiuti nel Lazio, non si può gioire completamente”. Arriva il momento del brindisi liberatorio. I comitati si fanno immortalare in una foto e tra i più giovani c'è Giuliano che, con la villa alle spalle, scrigno di storia e memoria, evoca Peppino Impastato, intellettuale e giornalista, ucciso dalla mafia nel 1978: “Aveva ragione lui. Brindiamo alla bellezza”.

Latina nuova scossa di terremoto magnitudo 2,4

Magnitudo(Ml) 2.4 - LAZIO - LATINA 25/05/2012 23:56:54 (italiana) 25/05/2012 21:56:54 (UTC) Hai sentito il terremoto? Clicca qui. Comunicato Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.4 è avvenuto alle ore 23:56:54 italiane del giorno 25/Mag/2012 (21:56:54 25/Mag/2012 - UTC). Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Pianura_pontina. I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo. Dati evento Event-ID 7222997160 Magnitudo(Ml) 2.4 Data-Ora 25/05/2012 alle 23:56:54 (italiane) 25/05/2012 alle 21:56:54 (UTC) Coordinate 41.504°N, 12.921°E Profondità 5.1 km Distretto sismico Pianura_pontina Comuni entro i 10Km LATINA (LT) NORMA (LT) SERMONETA (LT) Comuni tra 10 e 20km CARPINETO ROMANO (RM) MONTELANICO (RM) BASSIANO (LT) CISTERNA DI LATINA (LT) CORI (LT) PONTINIA (LT) ROCCA MASSIMA (LT) SEZZE (LT) Maggiori informazioni sismiche Mappe Il terremoto è stato localizzato con i dati delle stazioni della Rete Sismica Nazionale dell'INGV (quadrati). La localizzazione epicentrale riportata nella figura e' quella rivista dagli operatori della Sala Sismica dell'INGV e comunicata al Dipartimento di Protezione Civile subito dopo l'evento. I dati relativi a ogni terremoto rilevato dalla rete INGV vengono rivisti successivamente da personale specializzato prima di essere inseriti nel Bollettino della sismicita' italiana. Le tre carte mostrano l’attività sismica della regione in tre diversi intervalli temporali. Sinistra: Dall'anno 0 all'anno 2002 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, versione 2004 CPTI04, Gruppo di Lavoro CPTI, 2004): sono rappresentati con i quadrati gialli gli epicentri dei terremoti di Magnitudo Momento pari o superiore a 6; accanto al simbolo l'anno in cui e' avvenuto il terremoto. Centro: La sismicita' localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dal 1/1/2003 al 31/12/2008 (Mag>=2.5); la grandezza dei simboli è proporzionale alla magnitudo del terremoto: i colori indicano differenti profondita' degli ipocentri. Destra: La sismicita' rilevata dalla Rete Sismica Nazionale negli ultimi 90 giorni; i dati riportati in questa mappa provengono dalle analisi effettuate nella Sala Sismica dell'INGV subito dopo ogni terremoto e possono quindi contenere piccoli errori. I dati rivisti sono pubblicati con cadenza quindicinale sulle pagine del Bollettino sismico. Sinistra: Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2005, n. 3519, All. 1b) espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni, riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s; cat. A, punto 3.2.1 del D.M. 14.09.2005). Destra: Zone sismiche del territorio italiano (2003) - Le zone riportate sono quelle allegate all'Ordinanza PCM 3275 del 20/03/2003. Le variazioni introdotte dalle Regioni sulla base della suddetta Ordinanza e di quanto previsto dall'OPCM 3519/2006, devono essere verificate presso i rispettivi Uffici Regionali. La zona 1 (in rosso) prevede il massimo livello di protezione, la zona 4 il minimo. Mappe elaborate utilizzando un questionario rivolto al singolo cittadino che verte alla conoscenza degli effetti che il terremoto ha avuto su di lui e sulla sua abitazione. L'osservazione di un singolo individuo viene probabilisticamente associata ad un valore delle scale M.C.S. ed E.M.S.. Queste mappe non hanno carattere definitivo e vengono aggiornate quando sono disponibili nuovi dati. Informazioni piu' dettagliate sulle mappe e sulle scale: http://www.haisentitoilterremoto.it/ Per domande e chiarimenti sul Questionario Macrosismico: haisentitoilterremoto@ingv.it Hai sentito il terremoto? Clicca qui. Maggiori informazioni sismiche Tempo Origine (UTC): 21:56:54 Lat: 41.504°N Lon: 12.921°E Magnitudo (Ml): 2.4 Profondità: 5.1 km Errore Orizzontale: +/- 0.65 Km Errore Verticale: +/- 1.36 Km Errore Magnitudo: +/- 0.2 Gap: 246° Sta P-time S-time P-res U P-wght S-res U S_wght Dist GIUL 215659.99 215703.80 0.18 T 100 -0.23 T 99 28.4 MA9 215702.11 0.65 T 65 T 36.7 GUAR 215703.2 215710.11 -0.23 T 72 0.12 T 74 45.8 CERT 215703.77 215711.16 -0.1 T 98 0.09 T 73 49.7 MTCE 215705.18 215713.44 -0.2 T 94 -0.24 T 70 59.5 POFI 215706.77 215716.89 -0.2 T 23 0.46 T 87 69.8 PTQR 215706.74 215716.49 -0.24 T 92 0.04 T 95 69.9 FIAM 215709.23 215720.98 -0.29 T 44 0.13 T 68 86.4 http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7222997160/event.html

venerdì 25 maggio 2012

Pontinia: esempi Imu, confronto tra 4. e 5. conto energia, artisti di strada, esiste Pro Loco?

Sulla pagina di Pontinia de “Il settimanale di Latina”: festival pontino degli artisti di strada, termine delle iscrizioni il 15 giugno, articolo di Gianpaolo Danieli; Ancora due settimane per iscriversi al primo Festival Pontino degli Artisti di Strada previsto il 20 luglio. Scade il 15 giugno il bando che permette di promuovere l'arte e l'inclusione giovanile nelle strade del centro. la Pontinia dei misteri: “c'è una pro loco a Pontinia?” di Donatella di Maria; acqua pubblica e rifiuti: intreccio di interessi nazionali, regionali e provinciali di Giorgio Libralato. Di seguito il mio articolo della scorsa settimana su Imu e il confronto tra 4. e 5. conto energia Imu alcuni esempi di applicazione a Pontinia Vediamo alcuni casi di applicazione della nuova imposta IMU a Pontinia, applicando le aliquote proposte dallo stato che potrebbero essere modificate da ogni comune entro il 30 settembre. Le modifiche potrebbero essere sia in aumento che in diminuzione. Ricordiamo che possono essere deliberate agevolazioni per il coltivatori diretti che possono fare domanda entro il 30 giugno per non pagare l'Ici per gli anni precedenti e ridurre l'Imu. Per un'abitazione, un appartamento per esempio, di cucina, soggiorno, 3 stanze da letto, 2 bagni, ripostiglio, corridoio, studio, balcone  si ha una rendita di € 451,90 che si moltiplica per 1,05 x 160 e si ottiene il valore = 75.919,20 poi se è prima casa si moltiplica per 0,004 e si detrae 200 € restano da pagare € 103,68 oltre alle detrazioni per figli a carico. Se non ci sono le agevolazioni di prima casa si moltiplica 0,0076 = con imposta Imu di 576,99 €. Se oltre all'appartamento vi sono degli annessi, delle pertinenze, per esempio cantine, locali depositi, garage, per uno di questi si può utilizzare la stessa agevolazione per la prima casa, calcolando quindi l'importo IMU per l'aliquota del 4°%, per gli altri il 7,6°%. Per un negozio di 70 mq si ha una rendita di circa € 2.700,00, si moltiplica per 1,05 quindi x 160 si ha il valore di 155.925 con l'imposta Imu di 1.185,00. un garage di circa 20 mq da una rendita di circa 40 €, sempre moltiplicata per 1,05 x 160 si ha il valore di € 6.720 che se è pertinenza di prima casa produce imposta IMU di € 27, se invece non ha le agevolazioni della prima casa paga l'imposta di € 51. per un terreno agricolo di circa 5 ha si ha una reddito dominicale di circa 600 € che va moltiplicata per 1,05 e per 110 (se coltivatore diretto) con valore di € 69.300 e imposta IMU di € 139 con aliquota 2°%, se invece non è coltivatore diretto si moltiplica il reddito dominicale x 1,05 e 130, con valore di € 81.900 e imposta IMU di € 527 se viene mantenuta l'aliquota del 7,6°%. incentivi per impianti fotovoltaici L'impianto fotovoltaico sulla copertura dei fabbricati è rimasto uno dei pochi investimenti con una rendita certa stabilita dal conto energia per 20 anni. Gli incentivi previsti dal 4. conto energia per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici sulla copertura dei fabbricati potrebbero essere prorogate al 30 settembre, mentre attualmente la scadenza è al 30 giugno. Attualmente gli impianti fotovoltaici che saranno installati, collaudati e messi in rete entro il 30 giugno fruiranno degli incentivi del 4. conto energia. Dal 1. luglio (o dal 1.10 in caso di proroga) del 5. conto energia. Nella nostra zona la produzione annua di energia, per ogni kw installato, è di circa 1.400 kw. Quindi installando un impianto da 3 kw si producono ogni anno circa 4.200 kw. Vediamo alcuni esempi. Fino al 30 giugno (o 30 settembre in caso di proroga) con il 4. conto energia fino a 3 kw l'incentivo è di 0,274 €/kw, con un incentivo annuo quindi di 1.150 € annuo, che aumenta a 0,324 (1.360 € all'anno) per la sostituzione della copertura in eternit oppure aumenta a 0,301 nel caso almeno il 60% dei componenti sia di produzione europea (1.264 € all'anno). Con un preventivo di 10.000 € circa per realizzare l'impianto questo si ripaga in un periodo che va da 7,5, a 9 anni, escludendo il risparmio nella bolletta energetica. Dal 1. luglio (o dal 1.10) con il 5. conto energia la maggiorazione degli incentivi si ha con l'innovazione tecnologica che integrano la copertura. Fino a 3 kw avremo l'incentivo di €/kw 0,237 (anziché 0,274 del 4. conto), avremo un compenso annuo di 995 € (anziché 1.150), il costo di installazione sarà pagato in 10 anni. Con la maggiorazione per l'innovazione tecnologica si arriva a €/kw 0,255 (anziché 0,301) con un compenso annuo di € 1.071 (anziché 1.264) e in questo caso l'investimento sarà recuperato in 9 anni e 4 mesi. Assegnate dalla Fee alle località che rispettano una gestione sostenibile del territorio Bandiere Blu, la nostra provincia sale a quota quattro Sale il numero delle Bandiere Blu nella nostra provincia di Latina. A Sabaudia, Sperlonga e San Felice Circeo quest'anno si aggiunge Ventotene. L'altro vessillo laziale spetta ad Anzio   Le quattro Bandiere Blu assegnate dalla Fee, Fondazione per l'eduzione amientale, in collaborazione con Enel Sole, ad altrettante località rivieristiche della provincia pontina devono rappresentare uno stimolo affinché il prossimo anno possa fregiarsi di tale titolo anche il capoluogo. Latina è infatti ancora lontana dalla conquista del vessillo, ma... 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Pontinia, Trasco: il confronto tra comuni e sindacati

LA Trasco e il sindaco Tombolillo incontreranno presto i sindacati per discutere delle problematiche relative ai lavoratori della società partecipata. L’amministratore della Trasco, Sebastiano Gobbo, dà massima disponibilità ai sindacati anche se non si espone con promesse che difficilmente si possono mantenere e che, soprattutto, non dipendono direttamente né dalla Trasco né tantomeno dal Comune. «Dopo la lettera inviata dalla Cisl e dalla Cgil sia alla mia attenzione sia a quella del sindaco Tombolillo – afferma Sebastiano Gobbo – ci siamo immediatamente attivati per fissare una riunione per la prossima settimana. Purtroppo la situazione è ancora poco chiara e se le normative, a livello nazionale, ci obbligheranno a liquidare la società noi dovremmo farlo». Ad oggi le normative sono ancora incerte. Il comune sta monitorando la situazione per valutare le possibili alternative. A rischio ci sono molti lavoratori che svolgono diversi servizi come la manutenzione del verde, le mense scolastiche, i trasporti e la raccolta differenziata. «In questo caso noi possiamo fare veramente poco – afferma Gobbo -. Se la legge nazionale ci imporrà di chiudere e dare in gestione alcuni dei nostri servizi a società private non potremmo che accettare queste normative. Per adesso l’unica cosa sicura è l’uscita dalla partecipata da parte del comune di Norma. Una decisione nata dalla loro volontà di non fare più parte della Trasco». Per l’uscita dalla partecipata il comune di Norma dovrà pagare una somma pari alla sua percentuale al netto rettificato. Una somma che gli uffici comunali stanno quantificando e che, secondo Gobbo, sarà superiore ai 1.300 euro richiesti alla sua entrata. Un colpo duro per il comune di Pontinia che senza la partecipata dovrà indire dei bandi ed affidare i servizi che oggi svolge la Trasco a società private. Riccardo A. Colabattista http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcf/pag26sabaudia.pdf

Pontinia, rifiuti: raccolta differenziata manca il personale

IL primo maggio scorso doveva iniziare la raccolta differenziata nelle zone di campagna. Questo aveva previsto l'assessore all'Ambiente Valterino Battisti, secondo il quale il servizio si sarebbe avvalso del nuovo compattatore, costato 130 mila euro, concessi dall' Amministrazione Provinciale e capace di trasportare 18 metri cubi di rifiuti urbani. Tuttavia, ad oggi il compattatore è fermo nell'autorimessa comunale, nè è prevedibile la data della sua entrata in servizio. Manca l'autista, ci ha dichiarato un dirigente della Trasco, la società incaricata del servizio ecologico comunale, la quale denuncia una pesante scarsità di personale addetto alla conduzione dei mezzi che attualmente costituiscono l'autoparco della società. La situazione. secondo l'assessore all'Ambiente Battisti, è di competenza dell'esecutivo, per cui se ne dovrà discutere in consiglio, forse lunedì prossimo, quando l'assemblea dovrà esprimersi sul futuro azionario e lavorativo della Multiservizi. Nel frattempo, aggiunge l'assessore, la raccolta differenziata nelle zone di periferia (Quartacciom Cotarda, Campoioso, Mesa e Migliare) seguita a segnare il passo con suo grande disappunto personale, a motivo degli impegni da lui assunti con i cittadini delle zone interessate. Uno scenario poco rassicurante, denuncia Battisti se si pensa alla chiusura dello stabilimento Sep di Mazzocchio che ci costringe a smaltire i rifiuti in una Regione del Nord a 160 euro a tonnellata e alla realizzazione dell'isola ecologica, prevista su un'area comunale nei pressi dell'ex stabilimento Arcobaleno, il cui progetto va avanti a passo di lumaca. Antonella Subiaco http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5de0bedcf/pag27sabaudia.pdf

Corcolle, salva Villa Adriana, bocciata la discarica dal governo si dimette Pecoraro

Corcolle, discarica bocciata dal governo. Pecoraro si dimette, arriva Sottile Riunione decisiva prima del Consiglio dei ministri tra Monti, Ornaghi, Clini e Catricalà. La proposta del sito per il deposito dei rifiuti, vicino a Villa Adriana, era stata sostenuta dall'ex commissario nominato dal governo Berlusconi che oggi ha fatto un passo indietro http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/corcolle-discarica-bocciata-governo-pecoraro-dimette-arriva-sottile/241516/ di Andrea Palladino | 25 maggio 2012 La discarica di Corcolle a Roma non si farà più. E dopo Giuseppe Pecoraro, che si è dimesso da commissario per l’emergenza rifiuti a Roma, il governo ha affidato l’incarico a Goffredo Sottile. Si è deciso tutto questa mattina. Prima del Consiglio dei Ministri c’è stato un incontro tra Monti, Ornaghi, Clini e Catricalà. Poi, a seguito della riunione dell’esecutivo è arrivata la comunicazione ufficiale. ”Con nota di ieri – si legge in una nota di questa mattina di Palazzo Chigi – , il Prefetto Giuseppe Pecoraro ha ritenuto di confermare le sue dimissioni dall’incarico di Commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma”. Il Consiglio dei Ministri riconosce “al Commissario di aver agito con assoluta correttezza, nel rispetto delle procedure, e con lodevole impegno personale” ma accantonata l’ipotesi di Corcolle, ricorda “l’estrema urgenza di procedere all’individuazione del sito della discarica necessaria a dare soluzione al problema della gestione del ciclo integrato dei rifiuti della Capitale, il Consiglio dei Ministri ha deciso di conferire l’incarico al Prefetto Goffredo Sottile”. La proposta di Corcolle come nuova discarica di Roma era stata sostenuta da Pecoraro, nella sua qualità di commissario straordinario, su nomina del governo Berlusconi. Già un mese fa il ministro dell’ambiente Clini aveva stilato una lista di possibili siti per accogliere le 5000 tonnellate di rifiuti prodotti dalla capitale, da attivare dopo la chiusura di Malagrotta. Corcolle e San Vittorino – due ex cave alle porte di Roma – erano state indicate come non idonee dai tecnici del ministero per l’ambiente. Per Clini il miglior sito era Monte Carnevale, che ha ricevuto, però, un parere negativo dal ministero della Difesa, a causa della presenza nella zona del centro interforze dei servizi di sicurezza. La palla era ritornata al prefetto Pecoraro, che aveva riproposto la sua scelta dello scorso ottobre, la zona di Corcolle. L’ex cava dista poco più di un chilometro dal muro di cinta della villa di Adriano e – secondo le informazioni raccolte dai comitati – si trova sopra alcune importanti falde acquifere. Nei giorni scorsi la scelta del prefetto di Roma aveva trovato la netta opposizione del ministro per i beni culturali Ornaghi, che ieri a sorpresa si è recato nella zona per un sopralluogo. Clini ieri si era detto convinto sulla possibilità di evitare la realizzazione della nuova discarica nei pressi di villa Adriana. Un governo che oggi appariva diviso prima dell’inizio del consiglio di ministri, che aveva tra i punti all’ordine del giorno la discussione sulla scelta di Pecoraro. A difendere il prefetto ieri spiccava in prima fila il governatore del Lazio Renata Polverini, che garantiva l’assenza di “problemi ambientali” per la realizzazione della nuova discarica a Corcolle. Ieri in serata era poi arrivata al premier Monti una lettera di Manlio Cerroni, l’imprenditore dei rifiuti che ha ancora oggi mantiene il monopolio della gestione nella capitale: “Oggi il mio dovere è informarla che la discarica di Corcolle, a parte tutte le polemiche, considerazioni e motivazioni, non risolve il problema di Roma – si legge nella lettera di Cerroni – perché Roma ha bisogno di una discarica alternativa a Malagrotta, che sia in grado di ricevere i rifiuti indifferenziati (cioè non trattati) e anche quelli trattati per almeno tre anni”. In sostanza il gestore di Malagrotta ha voluto riproporre il modello romano, basato sulla discarica e sullo sversamento dei rifiuti “non trattati”. Una scelta che si contrappone alle indicazioni europee. Dura la critica arrivata dal governo nei confronti degli enti locali coinvolti nella scelta del nuovo invaso romano. In Consiglio dei ministri ha prevalso la tesi di Corrado Clini, che ha evidenziato la “responsabilità cronica delle Amministrazioni competenti non in grado di assumere decisioni adeguate e misure efficaci ad assicurare il rispetto delle direttive europee e delle leggi nazionali in materia di gestione dei rifiuti”. Una critica che era apparsa già chiara durante la conferenza stampa di venti giorni fa, quando il titolare dell’ambiente aveva reso pubblica la lista dei siti alternativi a Corcolle. Subito dopo la decisione del Consiglio dei ministri Giuseppe Pecoraro ha rassegnato le dimissioni da commissario straordinario. Al suo posto il governo ha nominato il prefetto Goffredo Sottile. Per il nuovo commissario la sfida contro il tempo per evitare un’emergenza in stile campano a Roma inizia già dalle prossime ore. La proroga concessa alla discarica di Malagrotta scade a fine giugno e – secondo quanto aveva assicurato il ministro Clini – sarà possibile ottenere un rinvio solo di pochi mesi. La discarica di Corcolle sarebbe stato un progetto da 300 milioni di euro l’anno. Pecoraro ne affidò la valutazione a un suo vecchio amico di Palma Campania, Luigi Sorrentino, e a un suo consulente personale: Pietro Moretti della Cidiemme. La risposta positiva arrivò in 24 ore. In questi mesi, Giuseppe Pecoraro ha ottenuto la fiducia del mondo della politica, inclusa quella del presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti. Per mesi ha rilasciato dichiarazioni dalle quali traspariva una situazione di emergenza a Roma, in cui le forze dell’ordine sarebbero state disposte a intervenire: “Siamo in una situazione tipo quella di Napoli – aveva detto. e prenderò provvedimenti contro chi ci farà andare in emergenza”. Pecoraro era stato coinvolto anche nella vicenda della P4 di Bisignani. A leggere l’interrogatorio dei pm al faccendiere, Pecoraro esulava dai suoi compiti di controllo dispensando consigli su parchi giochi in zona Valmontone (Rainbow Magicland) che non si sarebbero dovuti costruire, ma vennero edificati ugualmente in spregio a legge e vincoli: “Il Pecoraro, sapendo che ero buon amico di Angelo Rovati mi disse che lo stesso, interessato a tale opera, avrebbe avuto problemi e che lui non avrebbe mai potuto autorizzare l’apertura per problemi di viabilità legati all’Autostrada A1”.

Pontinia nuovo impianto fotovoltaico a terra

Dal: 25.05.2012 Al: 09.06.2012 2012/35700 Autorizzazione Unica, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387 e s.m.i. rilasciata alla Società ABB S.r.l. per la costruzione ed esercizio di un impianto fotovoltaico di potenza pari a 2 MWp sito in località Z.I. Mazzocchio, Via Marittima II snc, e delle relative opere ed infrastrutture connesse con lunghezza minore di 500 ml, sito in Comune di Pontinia (F. 79 p.lle varie e F. 80). Autorizzazioni e Concessioni Ecologia ed Ambiente Autorizzazione Unica ABB S.r.l.pdf http://www.provincia.latina.it/flex/FixedPages/IT/PubblicazioneAtti.php/L/IT

protesta contro discarica a Villa Adriana: sarà una Val di Susa laziale

Palazzo Chigi dà l'ok alla discarica di Corcolle Ministri divisi. Su Twitter: "Sarà una Val Susa" Dopo le notizie sul sostegno di Monti al sito cresce l'opposizione. Carandini abbandona il Mibac, Italia Nostra presenta un esposto. Positivo invece il giudizio della Polverini. La Provincia: "Contraria da sempre". No del ministro alla Cultura Ornaghi. La responsabile dell'Interno Cancellieri frena:"Serve chiarimento sulla questione" STEFANIA CARBONI La discarica di Malagrotta Corcolle sì, Corcolle no. Mentre si delinea sempre più la scelta del luogo a due passi da Villa Adriana come sito del dopo Malagrotta, aumenta la polemica. Tensioni nel governo sull'emergenza rifiuti: il presidente del Consiglio, Mario Monti ha confermato la propria fiducia al commissario delegato per il superamento dell'emergenza ambientale il prefetto Pecoraro, favorevole alla scelta di Corcolle-Villa Adriana (che deve prendere il posto di Malagrotta) sito a cui si oppongono i ministri Ornaghi e Clini. Monti ha chiesto a Pecoraro di "portare avanti nell'esercizio pieno dei suoi poteri il mandato conferitogli dal precedente esecutivo". Il ministro dei Beni Culturali resta però "contrarissimo" all'indicazione di Corcolle, perché "i vincoli paesaggistici e archeologici che insistono su quell'area non sono derogabili per nessun motivo". "Non possiamo permetterci un'ondata di legittime critiche internazionali - sostiene Ornaghi - Per il bene del Paese, Villa Adriana e il suo ambiente storico-naturalistico non possono essere sfregiati". Secondo il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, la questione va approfondita in Consiglio dei Ministri "tenuto conto della delicatezza dei temi portati all'attenzione pubblica dai Ministri Ornaghi e Clini". Ad appoggiare l'idea del ministro anche il ministro della Giustizia Paola Severino: "Serve valutare tutti gli aspetti su cui si sono pronunciati i colleghi Ornaghi e Clini". Su twitter cominciano a comparire i primi segnali di una possibile rivolta: "Facciamo di Corcolle la nostra Val Susa! No alla nuova discarica!" e ancora "A Villa Adriana arriva la discarica, fermiamoli". Parole che non sorprendono Urbano Barberini, promotore del comitato in tutela del sito storico: "La gente cosa può fare quando vede le leggi scardinate in nome di un'emergenza che non c'è? Questo crea un sentimento di ribellione perché è una palese ingiustizia". Plaude invece la scelta di Monti il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: "Finalmente si va verso una soluzione di questo problema"; "Ci sarà una conferenza dei servizi e mi auguro che finalmente si possa andare avanti". Più cauto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, secondo cui "bene ha fatto il premier Monti a confermare la fiducia e l'incarico al prefetto Pecoraro, la cui funzione e il cui ruolo non sono mai stati messi in discussione da nessuno, nè tantomeno da me", ma il commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta "deve dirci se effettivamente la scelta di Corcolle è definitiva. Mi auguro che lo faccia dopo un ultimo confronto con me, Ornaghi e Clini, le autorità che hanno espresso forti perplessità e contrarietà su questa ipotesi". Mentre Italia Nostra presenta un esposto in procura, Andrea Carandini abbandona il Mibac: "Esistono per ciascuno di noi dei limiti di tolleranza. Le ultime notizie giuntemi sulla discarica, straordinariamente gravi e alle quali non arrivo a credere, rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso". Carandini scrive tutto in una lettera, rivolta al ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, con la quale l'ex presidente del Consiglio superiore dei beni culturali annuncia l'abbandono del suo incarico. "Tra gli altri motivi - spiega Carandini - c'è un taglio di 9 milioni alle risorse e tutta una situazione molto difficile. Non si può servire un paese così. Non mi va più di lavorare in un clima del genere". Il coro dei no. "Centuplicheremo le nostre iniziative. Domani presenteremo un esposto in procura - afferma Carlo Ripa di Meana, presidente locale di Italia Nostra - Venerdì sembra essere il giorno del sì o del no, ci riserviamo ogni altra iniziativa nelle sedi di giustizia e nelle sedi della mobilitazione civile". "La provincia è stata da sempre contraria a questa scelta" sottolinea Michele Civita, assessore provinciale alle politiche del territorio e alla tutela ambientale. "Mi auguro ci possa essere un ripensamento" dichiara il leader di Sel Niki Vendola. A unirsi anche Stefania Prestigiacomo, ex ministro dell'ambiente del Pdl: "Vogliamo fare della capitale un altro scandalo mondiale? Ma ci si rende conto dell'enorme danno di immagine?" "É una tripla tenaglia quella che si stringe oggi sulla città. Da un lato la vicenda di Corcolle con il beneplacito di Monti, mentre arrivano con straordinaria sincronia le dichiarazioni del amministratore delegato di Ama che definisce, come al solito irrealizzabili, le proposte del Ministro Clini di portare la capitale al 65% entro il 2014. La cosa non ci sorprende. Ama non è in grado, o non vuole, di fare la differenziata, la appalta all'esterno con procedure opache" osserva Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio. "Oggi il mio cuore è ferito - commenta Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fai, fondo ambiente italiano - mettere una discarica a meno di tre chilometri da Villa Adriana significa distruggerla". Ad aggravare infatti la scelta del luogo è la vicinanza a Villa Adriana, patrimonio dell'umanità dal 1999. "Sono stradelusa. Ed è una delusione doppia, da un lato per la discarica e dall'altro perché la decisione arriva da Monti che per me era una figura quasi evangelica di salvatore - commenta l'attrice Franca Valeri, madrina del comitato 'Salviamo Villa Adriana'- Fare una discarica in quel posto non può essere che un imbroglio". Il sostegno. Positivo invece il giudizio di Renata Polverini, presidente della Regione: "Finalmente, si va verso una soluzione, di questo problema. Sentiremo Pecoraro. Se c'è una lettera la vedremo, ci sarà una conferenza dei servizi e mi auguro che finalmente si possa andare avanti. Anche perché abbiamo perso tempo prezioso". Legambiente. "Per quanto apprendiamo gli studi tecnici, che tutti avremmo il piacere fossero resi pubblici, l'area di Corcolle non è inquinata, il terreno è tufaceo e richiederebbe un'impermeabilizzazione di metri e metri di costosa argilla- aggiunge Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. - E' ovvio, e allora? Addirittura sarebbe stata chiesto all'Unesco una riperimetrazione del sito, ma siamo davvero pazzi? Per realizzare quello scempio servirebbero tali e tante deroghe alle norme di legge e spese enormi e inutili da rendere irrealizzabile l'opera". Il presidente della sezione di Tivoli, Gianni Innocenti, portavoce del comitato 'Uniti contro le discariche', solleva il problema delle falde acquifere: "Sotto il sito individuato inoltre c'è il condotto dell'Acqua Marcia. Ma il problema principale è quello della falda idrica sotterranea a Corcolle, che è un fiume d'acqua di circa mille litri al secondo che va ad alimentare i pozzi di prelievo di Acea Ato 2 che servono le case dei quartieri ad est di Roma". Opposizione europea. L'eurodeputato del pd, Guido Milana, ha inviato oggi la lettera-appello a Monti, per chiedere di non avallare l'ipotesi. L'appello, già sottoscritto da 77 europarlamentari di una quindicina di paesi membri (altri, in queste ore, chiedono di firmare) si rivolge al premier "affinché sia scongiurata questa eventualità, confidando sulla sua sensibilità e su una valutazione la quale, possa includere come elemento primario la tutela e conservazione di un bene storico-archeologico di primaria importanza mondiale. L'iniziativa di Milana è sostenuta anche dai tre capidelegazione italiani a Bruxelles, Davide Sassoli (S&d), Mario Mauro (Ppe) e Niccolò Rinaldi (Alde), dai due vice presidenti del parlamento europeo e da numerosi parlamentari italiani, tra cui Rita Borsellino, Luigi Berlinguer, Sergio Cofferati, Iva Zanicchi, Gianni Vattimo e Debora Serracchiani. (23 maggio 2012) © RIPRODUZIONE RISERVATA http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/05/23/news/corcolle-35770677/